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Prandelli, una lezione a Mazzarri


Ph: Italo & Alessandro Cuomo

E’ uno dei capi di accusa imputati a Walter Mazzarri in questo inizio di stagione. Se in campionato le cose filano liscie, lasciando da parte qualche parentesi poco fortunata, in Europa League il tecnico di San Vincenzo ha ricevuto molte critiche: su tutte quella di rivoluzionare tutti o quasi gli elementi in una squadra troppo collaudata nei suoi schemi. Ed effettivamente, i risultati sembrano dare torto a Mazzarri.

LA SCELTA DI MAZZARRI“Abbiamo fatto una scelta ad inizio stagione per non perdere punti in campionato come l’anno scorso è successo con la Champions”. Giustissimo, Mazzarri. Effettivamente l’Europa League non è la Champions, e su questo come dargli torto: meglio puntare sul campionato, per un pronto ritorno nell’Europa che conta. Tuttavia, il tifoso napoletano, come è giusto che sia, non ci sta a fare brutte figure. Ed è qui che Mazzarri palesemente incappa in un grosso errore. Perchè ruotare un’intera squadra, mandando allo sbaraglio giovani misti a seconde linee di esperienza portando poi a casa sconfitte pesanti come quella di Eindhoven o quella con il Dnipro? Mazzarri si è spesso giustificato così: “Ma se questi ragazzi non li valuto in queste occasioni, come potrò mai capire se potranno essere importanti in un futuro?”.

CESARE INTERVIENI – La soluzione a questo enigma l’ha fornita ieri Cesare Prandelli, indirettamente, nella partita amichevole giocata e persa con la Francia. Aldilà del risultato, si è vista un’Italia alla pari con i transalpini, giocando in certi tratti anche un calcio di livello superiore. Ciò stupisce maggiormente se si guarda che in campo c’erano anche un paio di esordienti come Verratti, Candreva, El Shaarawy, e nel secondo tempo Florenzi. Perchè Prandelli, un po’ sulla falsa riga delle dichiarazioni di Mazzarri “aveva bisogno di valutare la possibilità di inserimento di determinati elementi nell’Italia del futuro”. E l’Italia non è incappata in nessuna brutta figura. Perchè? Perchè al fianco di questi giocatori ce n’erano altri di spessore assoluto, c’era si El Shaarawy ma con lui Balotelli. C’era si Verratti, ma con lui Marchisio e Montolivo. Nel secondo tempo c’era Florenzi, ma con lui Pirlo.

Ecco come Prandelli insegna a fare ‘turn over’. Forse Mazzarri l’aveva già capito giovedì, quando contro il Dnipro in campo c’erano si Vargas, Fernandez, Donadel ma insieme a loro Inler, Cavani e nella ripresa Hamsik. E crediamo che dopo la lezione che ieri ha dato Prandelli, Mazzarri si sia finalmente convinto che non è necessario stravolgere un’intera squadra, ma apportare semplici e piccole modifiche. Perchè a guardare la partita ci sono anche e soprattutto i tifosi, e nessuno vuole vedere la propria squadra perdere la dignità oltre che la partita.

Christian Sorrentino

 

 

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