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Svelata l’origine dei due intervistati dal TG3 Piemonte. Sono di …


I loro volti li abbiamo ben stampati nella mente così come le loro parole cariche di odio e di rancore verso il Napoli e i napoletani. Il loro accento nel cantare “Oh Vesuvio lavali col fuoco” aveva ben poco di piemontese o di altri dialetti del centro nord e si era capito che il loro luogo di provenienza poteva essere una regione dell’Italia meridionale. A distanza di una settimana si è scoperto che quei due giovanotti sono calabresi e più precisamente di Catanzaro. Niente di cui stupirsi, sappiamo benissimo che la Juventus è la squadra più amata d’Italia soprattutto fuori dal Piemonte e in maniera superiore in alcune regioni meridionali. La Calabria è una di queste. La mancanza di una squadra dalle forti origine identitarie, di una presenza incostante nelle serie che contano nel calcio, la facilità ad appassionarsi ad una squadra che vince tanto hanno fatto il resto. Quello che dispiace è che quei cori, che erano intrisi del razzismo più becero, provenivano da persone di quel Sud martoriato, mortificato ovunque e non di meno sui campi di calcio. Non è nostra intenzione mischiare il calcio con la politica o altro. Ognuno, per fortuna, è libero di tifare per una squadra o per l’altra e l’odio e il razzismo di ogni tipo devono essere qualcosa da cancellare ovunque maggiormente nel calcio. Una maglia di qualunque coloro esso sia, però, non può far dimenticare quelli che siamo e, soprattutto, da dove veniamo. Se quei due ragazzi avessero intonato “Forza Juve” nessuno avrebbe parlato di loro e anche la loro coscienza sarebbe stata più pulita.