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Video – Amarcord, ’88-89, 3-5 il risultato, e la tribuna ospiti venne giù…


E’ una domenica di un freddo Novembre piemontese, uggioso e umido da far sbuffare un pinguino. Ma a Torino ci sono abituati, i napoletani no. Grande pubblico per una grande sfida, a cominciare da quella tra Maradona e Barros, stature simili ma abissi tra i due, a cominciare dalla concretezza, prima ancora della tecnica. Pronti via, e gol. Dopo pochi minuti azzurri in vantaggio con Carnevale su assist su punizione di Diego, applausi di uno sportivissimo Avvocato Agnelli che aggiunge dalla tribuna “Che bel gol”. Chissà se lo ha detto anche al secondo gol di Careca, spietato e caparbio nel concludere l’azione. Il terzo gol arriva ancora dai piedi di Maradona, assist con un rimpallo a Careca, diagonale sul primo palo, rete. Incredibile, 0-3 a Torino, tifosi partenopei in visibilio. Ma il pericolo è dietro l’angolo, ed il pericolo viene dalla Russia.

Parte il secondo tempo , ed è subito gol di Zavarov, che raddoppia pochi minuti dopo e mette paura ai distratti azzurri, forse troppo convinti di aver chiuso già i conti. Nulla di più sbagliato, serve ristabilire le giuste distanze, bisogna dare un colpo di spugna e tirare per i capelli alla vittoria.  Arriva su contropiede il 2-4, ancora Careca imbeccato da De Napoli, tripletta del brasiliano e …. nulla, c’è da soffrire ancora. Il 3-4 della Juve arriva su rigore, dubbio il fallo su Laudrup. Ma succede lo stesso nell’altra area di rigore, questa volta in favore degli azzurri. Fallo su Carnevale, rigore di Renica, e questa volta tutti a casa. 3-5 con Diego richiamato in panchina negli ultimi minuti, a fare da secondo di Bianchi e a dettare utili informazioni per i compagni in campo. Testimoni presenti sulle tribune assieme con la carovana azzurra asseriscono che le gradinate sembrarono venir giù ad ogni gol del Napoli, anche dalle immagini si evince che gli spalti dove erano assiepati i tifosi partenopei erano zeppi di persone impazzite di gioia. Anche sulle tribune si era padroni del tifo, quello folkloristico, quello pulito, privo di insulti e violenza, costruito sui colori e sugli “sfottò”.

Negli spogliatoi un Ferlaino al settimo cielo ed un Bianchi con un leggero sorriso (quanto mai raro) sono l’emblema di una giornata storica, uno di quei giorni che i tifosi di una certa età ricordano con orgoglio, nell’era in cui il Napoli andava ad offendere le difese delle grandi, quando le vittorie e la spavalderia era all’ordine del giorno. Le sensazioni di allora e le speranze di oggi si intrecciano per rendere reale un sogno. Siamo nuovamente lì, dopo venticinque anni, a lottare con la vecchia signora per dividerci un primato, per essere leader in campionato, per sbalzare l’altra dal podio e tentare una minifuga. Che la speranza possa divenire concreta è ciò che si augurano milioni di tifosi partenopei che si congiungono in un solo pensiero in questo giorno tanto attesa. Vincere per la gloria. Ci siamo, siamo pronti, a poche ore dalla storia.

Ecco il video di quella magnifica giornata di ….Napoli: