shinystat spazio napoli calcio news A Torino come a Verona I'ignoranza fa da padrona

A Torino come a Verona I’ignoranza fa da padrona


Nord indiscusso protagonista di questo sabato calcistico, ma in negativo.

Gli spalti hanno perso la loro gara di civiltà ed emancipazione, a prescindere dai verdetti decretati dal campo di gioco.

Nel primo pomeriggio, nel corso della partita Livorno-Verona, gli ultras del Verona hanno scandito un coro di insulti verso Piermario Morosini, il calciatore del Livorno morto lo scorso anno a Pescara durante una partita.

Episodio agghiacciante.

Al cospetto di un simile inenarrabile, inaudito, inusitato, inverosimile, sbalorditivo atto di inconsulta e finanche riprovevole ignoranza, non esistono pensieri e parole da restituire quale degna ed equa replica.

Poiché l’intelligenza, il buon senso e la civiltà, al cospetto di così tanta truce e efferata barbarie, null’altro può che tacere.

Profanare la memoria di un giovane dal volto e dall’ animo così pulito e genuino, turbare il suo eterno riposo solo per dare luogo a quegli squallidi siparietti da spalti che nulla hanno a che fare con il calcio e con gli ideali sani di cui questo sport dovrebbe farsi portatore, ma che con sempre maggiore frequenza, invece, rimangono relegati negli spogliatoi, ci fornisce una triste e macabro ritratto di come vorremmo che fosse e di come, invece, sta diventando il nostro tanto decantato calcio moderno.

Ma è accaduto anche dell’altro, oggi pomeriggio.

Nel corso della partita Juventus-Napoli, il pubblico bianconero ha nuovamente dato luogo al suo increscioso, belluino, deprecabile, paventato, triste, oltraggioso show di cori razzisti contro i napoletani, volti ad offendere non solo un popolo, ma l’ emancipata intelligenza di tutti gli italiani che riescono ad indignarsi al cospetto di uno scenario ricco di odio che va ben oltre la rivalità agonistica, perché lede, deturpa e denigra tutti i popoli che imperversano nelle sciagure e che osteggiano i disagi, la morte e le problematiche che scaturiscono dalle calamità naturali.

Così accade che quel’ esecrabile coro: “Lavali col fuoco, oh Vesuvio lavali col fuoco!” s’innalza dagli spalti dello Juventus Stadium in diverse occasioni, ovvero: al 12′, in occasione dell’ ammonizione di Cavani conseguenzialmente ad un fallo ai danni di Chiellini; al 42′ in concomitanza di un fallo di Giovinco su Cavani; al 54′ dopo uno scontro di gioco tra Beherami e Giovinco; al 70′ dopo un intervento di Maggio su Asamoah e all’ 86′, con i bianconeri in doppio vantaggio, giusto per “festeggiare nel migliore dei modi la vittoria”.

Quanti di questi episodi saranno stati annotati sul taccuino dell’ arbitro Damato e, pertanto, verranno sanzionati?

Ma soprattutto, perché il direttore di gara non ha interrotto la partita, allorquando i suddetti cori sono stati intonati, come, invece, era tenuto a fare?

Finché saranno queste le colonne sonore che accompagnano le gesta dei nostri atleti, finché esseri stolti, immeritevoli di essere denominate bestie, per non recare torto a quest’ ultima categoria, si sentiranno liberi e fieri di agire incontrastati, perché il loro oltraggioso vandalismo resta impunito, finché al cospetto di simili inconsulti atti di inspiegabile razzia, tutti saremo in grado di indignarci, ma non di attivarci affinché il buon senso prevalga anche e soprattutto sugli spalti, questo sarà il calcio che meritiamo…E i nostri figli? Queste sono le nozioni che meritano di apprendere, grazie al calcio?

Noi, cittadini e tifosi, armati di acume e giudizio, attiviamoci affinché sugli spalti prevalga il nostro credo. La storia moderna ci impone che è giunto il momento di farlo.

Luciana Esposito

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