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Marekiaro e quel suo benedetto vizietto


Quella da poco iniziata è la sesta stagione di Marek Hamsik in maglia azzurra e sembra fino ad ora essere la migliore dello slovacco da quando è sbarcato a Napoli, nonostante le già ottime prestazioni offerte nei 5 anni precedenti.

Il venticinquenne centrocampista offensiva è divenuto definitivamente leader e uomo simbolo del Napoli, nonostante la giovanissima età, soprattutto dopo aver indossato la fascia di capitano al San Paolo, dal primo minuto, nell’ultimo impegno contro l‘Udinese.

Lo slovacco inoltre appare nella sua migliore stagione per forma fisica e rendimento, anche grazie alla nuova disposizione tattica voluta da Mazzarri, che lo ha inserito tra le linee di centrocampo e attacco per fare da collante tra i due reparti, dando grande supporto sia in fase di ripiego che di impostazione della manovra, trovandosi spesso in cabina di regia nelle azioni più pericolose dei partenopei.

Quello che però colpisce da sempre di Hamsik è la grande capacità, seppur sia  di ruolo un centrocampista, di andare in gol e di avere una naturale predisposizione agli inserimenti senza palla tra le linee avversare.

Hamsik infatti, pur non facendo l’attaccante di professione, ha siglato ben 62 reti in 227 gare con la maglia azzurra, portandosi sempre in doppia cifra a fine stagione ed essendo stato per almeno tre anni il bomber assoluto del Napoli, sino all’avvento di Cavani, facendo le fortune degli azzurri in ogni stagione.

Il suo vizio del gol ha fatto innamorare i tifosi azzurri che hanno sempre amato il giocatore per questa sana abitudine di mettere la palla in rete, anche se qualche volta è stato un pò criticato per il suo eccessivo estraniamento dalla manovra.

I dati portano a considerare Hamsik uno dei migliori centrocampisti d’Europa dal punto di vista realizzativo.
Marek risulta oggi un vero patrimonio per il Napoli, che sa di poter contare su un bomber in più oltre alla cerchia degli attaccanti, ma anche economico, visto che il giovane sbarcò all’ombra del Vesuvio per 5,5 milioni di euro dal Brescia nel 2007 e ora vale forse dieci volte di più