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Il PSV ci ha bruciato le ali?


Era un Napoli perfetto, primo in classifica, dominatore in Europa dopo il primo turno… e poi? Cosa è successo? Perché “era” e non “è”?

È bastata una sconfitta, sonora, niente in contrario, per infrangere tutte le pretese maturate per questa stagione?

Il PSV ci ha bruciato le ali, prime quelle non metaforiche. Il succo è tutto lì.

Non sarebbe servito il miglior Napoli, non sarebbero bastati i titolarissimi dal primo minuto per cambiare l’esito della sfida in terra olandese: l’unica mossa che Mazzarri ha sbagliato è stata la scelta delle “ali“, dei giocatori di fascia del suo 3-5-2 che ieri tanto ha steccato.

Dossena e Mesto sono stati i peggiori e la partita si è persa proprio sulle corsie laterali dove la velocità di avversari semisconosciuti e dai nomi impronunciabili ha messo in ginocchio la squadra e i tre centrali difensivi, in inferiorità, sono stati imbarazzanti.

Zuniga a sinistra e Maggio a destra, almeno per un tempo, per prendere le quadrature sugli spumeggianti avversari. Forse sarebbe bastato solo il colombiano al posto di un Dossena fantasma di se stesso. Forse.

Ci siamo fatti bruciare le ali in campo, adesso non facciamoci bruciare anche quelle dell’entusiasmo perché, di fatto, nulla è cambiato e tutto è ancora da giocare.

In campionato affronteremo l’Udinese, sicuramente da non sottovalutare, ma controfigura di quella delle scorse stagioni contro cui il Napoli DEVE dimostrare la propria superiorità.

In Europa il girone è molto equilibrato e solo le prossime sfide (decisiva quelle interne con Dnepro e PSV) potranno dirci se è il caso o meno di provarci: in fondo non vogliamo tutti un’altra cosa?