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Un Napoli vincente tra coscienza ed identità


Coscienza ed identità. Sono queste due delle caratteristiche più importanti per far sì che una squadra diventi una grande realtà, soprattutto in un campionato difficile come quello italiano. E’ risaputo che la serie A sforna costantemente talenti e fuoriclasse, permettendo così un livellamento verso l’alto di tutte le rose che la compongono, rendendo la competizione agguerrita e non scontata. Sono i dettagli che fanno la differenza, così come la preparazione nel ritiro estivo e lo stato di forma psichica e fisica dei vari giocatori durante i numerosi impegni che devono affrontare. Ben lo sa lo staff di Walter Mazzarri che da sempre non lascia nulla al caso, studiando proprio quei particolari che durante le gare più ostiche possono far pendere la bilancia a favore di una o l’altra squadra. Negli anni, il tecnico toscano ha saputo plasmare la squadra partenopea a sua immagine e somiglianza, rendendo ben riconoscibile l’operato di Cannavaro e compagni. Nell’immaginario collettivo di tifosi ed addetti ai lavori, il Napoli è la squadra che, forte dei propri inimitabili sostenitori, riesce con grinta, cuore e cinismo a superare al meglio tutte le battaglie, potendo sempre giocarsela alla pari contro ogni avversaria, riuscendo a colmare qualsiasi di gap tecnico anche con le prime della classe. E’ uno dei pochi team che fa dell’imprevedibilità la sua arma vincente, sia in campo che fuori: velocità, fantasia e ripartenze sul rettangolo verde di gioco, turn over e grinta da vendere sin dalla preparazione a CastelVolturno. Anche contro Inter, Manchester City, Milan, Roma, Chelsea, PSV e Juventus gli azzurri possono conquistare l’intera posta in palio, consci delle proprie potenzialità e di ciò che possono dare in campo con le giuste motivazioni. Ecco la coscienza, quella che adesso hanno anche i supporter sotto l’ombra del Vesuvio: è prioritario mantenere un profilo basso e rimanere con i piedi per terra perchè la stagione è ancora lunga e piena di insidie ma non bisogna sottovalutarsi: il Napoli c’è ed è un’ottima squadra, con i suoi limiti come tutte e che, se continuerà a dispensare questo bel calcio, potrà arrivare davvero lontano, anche se dove precisamente non si sa.

Qui entra in gioco l’identità: ogni giocatore sa perfettamente il suo ruolo in questa splendida realtà, cosa può e deve dare alla causa azzurra, ciò che Mazzarri ed i tifosi si aspettano e quanto può concretamente migliorare. Il gruppo è ben amalgamato, non ci sono rivalità, si pensa solo alla squadra e non agli obiettivi personali, si seguono le indicazioni dello staff e soprattutto, ognuno ha l’enorme voglia di realizzarsi con la maglia azzurra. Nessuno gioca sotto l’ombra del Vesuvio controvoglia, in caso contrario la cessione è istantanea. Per molti sembra ancora strano che in vetta alla classifica ci sia il Napoli insieme alla solita Juventus piuttosto che le milanesi, sottolineando nuovamente quanto sia ancora difficile capire che le gare non si vincono solo con il blasone, che forse può solo permettere un mercato di un certo livello ma non in tempo di crisi, ma con i risultati a proprio favore che non conoscono discriminazione. E’ la solita storia di Davide contro Golia che si rinnova negli anni e nei secoli: il club di De Laurentiis seppure sia relativamente giovane e rinato da pochi anni, sa perfettamente chi è. E non chiamatelo anti Juve: il Napoli non vive nel riflesso di nessuno, è semplicemente il Napoli, un bellissimo Napoli.

Alessia Bartiromo

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