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Mazzarri e l’importanza dell’attaccamento alla maglia


Il messaggio chiaro che ho trasmesso ai miei calciatori è che a Napoli gioca solo chi è felice di starci. Chi arriva e chi resta deve essere motivatissimo“. Un calcio di punizione liftato all’incrocio dei pali le parole di Walter Mazzarri in conferenza stampa quest’oggi a Castelvolturno. Non un filo di lana estrapolato dalla matassa, ma un bel timbro con su scritto “Fine” ai vari movimenti della società in quest’estate. A partire dalle cessioni tanto chiacchierate. Lavezzi e Gargano non facevano più parte del progetto Napoli, ma non perchè qualcuno li abbia fatti accomodare alla porta. Hanno scelto di voler andare via, per motivi differenti, e la società li ha accontentati. L’equilibrio e l’armonia dello spogliatoio accoppiati all’attaccamento alla maglia sono i fattori chiave della permanenza all’ombra del Vesuvio. I mugugni sui presunti adeguamenti contrattuali negati ai due calciatori partenti sono solo fumo. De Laurentiis ha dimostrato con Cavani cos’è disposto a mettere sul tavolo nei confronti di chi ama questa piazza e non la snobba ritenendola una tappa di passaggio. Il partito dei sudamericani si sgretola e se il denigrato Quagliarella avesse avuto ragione sul loro conto forse ci siamo liberati di un peso non indifferente.

Ma la politica del “gioca col cuore, altrimenti resta a casa” è stata attuata chiaramente anche per i nuovi arrivi o le mancate partenze. Poli e Balzaretti, ma anche il francese Cissokho, hanno lasciato sulle spine il sodalizio partenopeo per giorni. Attendevano risposte da altri club, Napoli abbandonato in sala d’attesa a consumare pacchetti di sigarette. Ma stiamo scherzando? Chi sono questi tizi per poter rifiutare un’offerta così vantaggiosa per la loro carriera? Ingaggiati Behrami, Gamberini e Mesto che si sono prodotti in un inchino alla prima telefonata dell’entourage azzurro.

Discorso simile, ma con risvolti ancora più romantici, per quanto concerne il riscatto di Pandev e la conferma di Dossena. Il macedone, alla sua seconda gioventù in maglia azzurra, ha dichiarato devozione per Partenope ed è stato confermato a suon di quattrini anche per premiarlo di quanto dimostrato in silenzio l’anno passato. Il colosso di Rodi è stato con le valige in mano per tutta la sessione di mercato, eppure ha sempre rivelato la sua volontà di non uscire da questo scrigno dipinto dal cielo. Non solo semplici parole, impegno profuso dal primo giorno di ritiro a Dimaro. Trattenerlo è stato un atto dovuto. Di Insigne inutile parlarne. Non voleva schiodarsi più dalla sua terra, quasi capriccioso come un bambino. Mazzarri ha voluto contare su di lui e sul suo talento, rischiando molto. Un figlio naturale di Napoli e uno adottivo: la scintilla è scattata in men che non si dica.



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