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Quando il calciomercato stanca


Lo attendiamo tutti, spasmodicamente, come una droga rara, un evento astrale che ritorna magicamente ogni anno: è il calciomercato.
Questo calcio di figurine e di soffiate, di speranze e delusioni, di fesserie e dietrofront, questo calcio alla fine può stancare, puzzare di uno stantio che induce a vomitare.

Il troppo è troppo, e si arriva agli ultimi giorni stremati nelle promesse e nelle attese. Stressati tutti: giocatori impazienti, procuratori papponi, tifosi supplichevoli, piloti di aerei costretti a girare il mondo, stampanti che tutto stampano fuorché verità, giornali che alle 9.03 annunciano il passaggio e la firma di Caio e alle 9.04, con una spudoratezza da brividi, lanciano l’ultimissima in esclusiva “Caio non arriva, lo avevamo detto”.
E in questo tourbillon i quotidiani a stampa sono tagliati fuori. Quello che le rotative hanno stampato la notte precedente al mattino seguente è aria, bugia colossale, risibile indiscrezione vana.

Il calciomercato è il trionfo dei siti on-line, sempre aggiornati al secondo, ma che dico al secondo, all’attimo. Ogni ora cento notizie; si riporta l’intervento dell’esperto, il sentito dire del corridoio, spesso notizie di centoquarantottesima mano. Dopo un minuto la notizia è già vecchia e che vergogna per quel redattore che sicuro dello scoop lo lancia in bella evidenza per poi essere smentito dopo 10 minuti.
E’ un lavoro di coscienza questo, ma non tutti l’hanno. Invito a visitare un po’ di siti on-line, così da accorgervi delle mille contraddizioni, dei mille acquisti dati per fatti e poi rimangiati. Perché tutto questo? Perché alcuni giocano solo sulla notizia, sul clamore, sul momento, non verificano, non conoscono la cautela, e quindi in fondo non conoscono il mestiere.

Il calciomercato è insidioso, bisogna stare attenti se si vogliono evitare ruzzolate pericolose. Ma il calciomercato è anche noioso, specie quando tutto è fermo, ancora di più nelle ultime ore, quando si assiste a una girandola di affermazioni e smentite che minacciano la nostra sanità mentale, la nostra percezione dell’esistere.

E’ in questi momenti che alcuni siti manomettono l’alfabeto e traducono, con una traslitterazione indegna, le ipotesi in certezze, poi le certezze di prima in fallimenti di ora.

Noi, cari lettori ci teniamo al largo, prudenti verifichiamo; certo ci concediamo anche noi a qualche sogno, ma lo diciamo. Sulle nostre pagine il probabile signoreggia il certo, l’ipotesi continuamente rivista. Le voci del corridoio le lasciamo dove stanno, anzi, facciamo qualcosa in più, apriamo le finestre per farle volare via.

Il calciomercato stanca, sì, quello di alcuni.

Carlo Lettera
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