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Torna a casa Cavani


Lo spirito olimpico arriva fino alle lande più lontane della Terra. Tutto il mondo ha voltato lo sguardo verso l’isola inglese, e continua a farlo in questi giorni di agosto. I tifosi seguono con apprensione i propri beniamini, scrutano il programma in cerca di un nome familiare, attendono con ansia la loro performance. E quando l’atleta è pronto, sono pronti anche loro, i tifosi, davanti allo schermo, a pregare.

Per i tifosi di calcio la situazione cambia, eccome. Non basta guardare lo schermo e divertirsi, bisogna pregare, e con fervore. Perché gli infortuni sono dietro l’angolo, e il campionato è già lì, pronto per partire. Figuriamoci la Supercoppa. È stata un’avventura olimpica con la preoccupazione addosso per i tifosi azzurri, non azzurro Italia, ma azzurro Napoli. Qualcuno si sarà affidato al sacrosanto “corno rosso” per scongiurare malauguranti colpi alle gambe del Matador. Qualche altro, davanti allo schermo si sarà fatto prendere dall’ansia, dalle paure. Altro che godiamoci la partita. Speriamo finisca presto.

E presto finì. Il calcio, si sa, non è una scienza esatta. E allora può accadere che la prima favorita per la medaglia d’oro sia eliminata da Honduras e Giappone. Può accadere, così, che anche un’altra tra le pretendenti al titolo olimpico sia fatta fuori. Spagna e Uruguay sono uscite dai giochi, ribaltando qualsiasi pronostico. Eppure, in una casa bruciata dal sole di una palazzina sul golfo di Napoli, qualcuno ha esultato. Con buona pace dello spirito olimpico.

E allora, il caso, vuole che l’idolo-deluso-torni a casa prima del previsto, che prepari subito le valigie, si rimetta al passo con la preparazione, che sia già pronto per una nuova finale, subito, ora, immediatamente. Purtroppo, o per fortuna, a volte nel calcio non funziona così. Così come in tutti gli ambiti della vita umana, occorre fermarsi, spegnere l’interruttore almeno per un po’. Cavani lo sa, e sa anche che quel tifoso davanti allo schermo in una casa bruciata dal sole si aspetta un uruguayano a Pechino. Con molto spirito olimpico, questa volta.

Raffaele Nappi