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Stupiscici, Aurelio!


Camaleontico. Si barrica dietro le dichiarazioni di facciata, contrattacca in stile bulletto chi lo taccia di immobilismo. Vestendo i panni del monarca continua a porre veti: no al sostituto di Lavezzi; no allo sforamento del tetto ingaggi; no all’accantonamento dei giovani. Ma la saggezza imprenditoriale di Aurelio De Laurentiis non si può certo eclissare dietro fantomatiche indiscrezioni. Il patron azzurro è lì, in tuta mimetica tra le sequoie milionarie della foresta, pronto a sferrare il colpo che non ti aspetti. Mentre l’accozzaglia di nomi accostata al Napoli genera il sospetto che la società stia navigando a vista, lui avrà già puntato i suoi obiettivi e indaga sotto traccia, come si può riscontrare dalle pieghe delle sue esternazioni.

PRECEDENTI. Il vissuto docet, non dimentichiamolo. In un luglio asfissiante e mitologico almeno quanto questo, due anni fa sbocciò la rosa Cavani nello stesso terreno arido che ci si presenta oggi davanti agli occhi. La fimata bianca con la dirigenza palermitana fu saporita come un’anguria, una vera e propria svolta che scatenò la gioia dei tifosi. E sappiamo bene quanto abbia potuto influire lo stretto rapporto tra Zamparini e il nostro presidente. Melodia replicata l’agosto scorso. Mugugni nella piazza partenopea per un mercato risicato, non per i soldi investiti (fin troppi) ma per le discusse qualità delle nuove reclute. Pesava l’assenza di un’alternativa ai tre tenori, “ho chiamato il mio amico Moratti e in cinque minuti abbiamo trovato l’accordo per il prestito di Goran Pandev”, annunciò De Laurentiis con il suo fare spavaldo.

EPPUR SI MUOVE. Quest’anno il mormorio torna ad essere prepotente. L’attesa è ancor più tagliente dopo la vittoria della Coppa Italia e l’esclusione dalla Champions League che sguinzaglia i sogni scudetto. Si acclamano rinforzi da ogni dove ma nelle segrete stanze della Filmauro tutto tace. Almeno in superficie. Basta scavare un po’ e si estrae grezzo ottimismo. Riguardo ai vincoli sugli ingaggi ormai ha una sua opinione anche la casalinga di Voghera. Una sterzata ai rinomati assiomi può arrivare proprio dal lifting al contratto di Cavani. Il Matador, tra gli attaccanti più completi in circolazione, non si trattiene al San Paolo con sole, mare e una marinara “Da Gennarino”. I nuovi ricchi del pallone non aspettano altro per saccheggiarci. Il presidente lo sa e sta provvedendo ad aggiornare i suoi comandamenti. Nella fossa dei microfoni continuano le puntate dell’”Aurelio furioso” contro tutto e tutti. Intanto nel retrobottega si infittisce la mediazione con gli agenti dell’uruguaiano per livellare il suo stipendio a quello di altri cannonieri europei. C’è odore di sorpresa anche sul fronte acquisti. E’ più di un mese che il patron nega l’interesse per Stevan Jovetic, adducendo varie motivazioni: eccessivo costo del cartellino, l’amicizia con Della Valle, il timone orientato verso altri ruoli. Nel frattempo, però, sono le sue stesse parole a sbugiardarlo: “Non lo seguiamo, non ci convince la sua condizione fisica”, ha confessato qualche giorno fa. Allora un sondaggio è stato compiuto? Le tante smentite non erano proprio oro colato, o sbaglio? Altro caso clinico è il tam tam mediatico sull’esterno del Palermo Federico Balzaretti. Era la stampa a spingerlo lontano dalla Sicilia o c’è stata effettivamente una chiacchiera tra vecchi compagni di tante battaglie? Zamparini, pur ribadendo l’incedibilità del laterale sinistro, ha svelato che l’unico ad alzare la cornetta e chiedergli di intavolare una trattativa fu il barbuto produttore. “Perché lui è un signore, contatta prima la società e non i procuratori”, precisò. La caccia aureliana non conosce colore né stagione. Non mancano, recentemente, le presunte passeggiate in barca con Gianpaolo Pozzo per impacchettare e spedire sotto il Vesuvio due furetti dell’armata Udinese, Armero e Cuadrado, magari approfittando del periodo di saldi. Non si vive (e non si vince) di sole giovani promesse e anche il pressing di Mazzarri per ottenere pedine più esperte sta scuotendo la diga al vertice.

EFFETTI SPECIALI. Attendiamo impazienti un colpo di scena meno avvilente di quelli proposti nei cinepanettoni. Con un occhio ai precedenti e annusando gli attuali movimenti si può sperare in una mossa improvvisa. Ora sarò io ad essere banale, ma è troppo palese quanto le operazioni di quest’estate siano l’assoluta prova del nove per la società azzurra. Finora la squadra è stata solo puntellata, truccata come una top model già avvenente. Nella prossima annata saremo privi di una colonna portante sulla quale si è retta a lungo tutta l’impalcatura. Si mostri la capacità di restare a galla e di farlo con dignità ed ambizione. Il mare azzurro si infrange morbido contro la scogliera del calciomercato. Si prega di lasciare le cozze appollaiate sulla roccia. “Il Napoli sarà sempre il Napoli”. Accetto la sfida, presidente.

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