Ecco come valorizzare Vargas e Insigne.Il caso-Marchisio insegna…

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Riccardo Bigon appena due giorni fa ha ribadito che c’è piena sintonia tra Walter Mazzarri ed Aurelio De Laurentiis circa i progetti del Napoli. Tra l’allenatore toscano ed il presidente campano esiste una solida e vicendevole stima, questo è sicuro, altrimenti non avrebbe avuto alcun senso continuare insieme (si insiste spesso sul fatto che De La e Walter si sentano poco e si vedano ancora meno a causa dell’inesistente “feeling” tra i due. Il fattore “simpatia”, però, non c’entra niente con il calcio: scusate, ma Galliani e Allegri vanno insieme a mangiare il pesce tutti i venerdì sera? Sicuramente no, eppure sembra che i due vadano d’accordo…), ma almeno su un punto la loro divergenza appare certa: la questione-giovani.

Walter Mazzarri è un allenatore preparato e oltremodo competitivo, Luis Enrique lo definirebbe un grande mental coach, specializzato soprattutto nella (ri) valorizzazione di giocatori problematici o apparentemente poco dotati (Cassano, Pazienza e Aronica rappresentano solo alcuni esempi di giocatori “resuscitati” da Mazzarri…). L’ex tecnico di Reggina e Samp però predilige lavorare con atleti esperti, preferisce le certezze alle promesse e due talentuosi ragazzi del Napoli (Insigne e Vargas), che dovrebbero trovare durante la prossima stagione la consacrazione definitiva, già tremano.

La Juventus scudettata di Antonio Conte ha avuto due punti di riferimento essenziali a centrocampo: il primo, ovviamente, è stato Andrea Pirlo. Il secondo si è rivelato una sorpresa, ovvero un venticinquenne torinese a cui, per la prima volta, è stata concessa una vera possibilità: Claudio Marchisio. Il principino, nell’ultima stagione, si è sentito finalmente protagonista e non più comprimario ed ha mostrato tutti i colpi di cui è capace e la promessa si è trasformata in realtà. La fiducia di un allenatore può questo ed altro…ed eccovi servito il nuovo Tardelli.

Edu Vargas e Lorenzo Insigne attendono solo la loro chance sperando che Mazzarri li faccia partire, nella gerarchia azzurra, quantomeno alla pari con Goran Pandev. Riusciranno a ricevere la stessa stima e le stesse certezze che Conte ha saputo dare a Marchisio? Il Napoli, volendo dar retta a Bigon, avrebbe deciso di puntare forte su entrambi e, se così fosse, Mazzarri avrebbe un’enorme responsabilità: cercare di non bruciare, ma soprattutto riuscire a valorizzare non uno, ma due calciatori dal futuro radioso. La speranza è che l’addio del Pocho Lavezzi possa agevolare l’ascesa di questi due ragazzi: l’attesa e la curiosità che tifosi partenopei riversano su Vargas e (soprattutto) su Insigne è spasmodica e la speranza è quella che la stagione 2012-2013 venga ricordata in futuro come quella che ha lanciato nel calcio che conta due grandi campioni.

Marco Soffitto

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