Il "nuovo Napoli" riparte da e con Mazzarri

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Questo matrimonio s'ha da fare!

Così hanno deciso Don Walter e Don Aurelio, rinnovando le rispettive promesse fino al 2014, probabilmente.

Il Napoli sarà, quindi, ancora guidato e, potenzialmente, plasmato da Mazzarri, ancora ed ancora per diverso tempo, giacchè è stato lo stesso patron azzurro, dopo l'incontro tenutosi ieri sera a Roma, a manifestare la volontà di voler non solo riconfermare il tecnico toscano, ma anche di prolungargli il contratto di altri 2 anni.

Così, lo stesso Mazzarri, prenderà attivamente parte all'allestimento del "nuovo Napoli",  reduce, sì, da una Champion's League più che dignitosa, ma, al contempo, da un' annata assai altalenante e discontinua in Campionato, tanto da riuscire ad agguantare "solo" la qualificazione per l' "Europa di seconda categoria".

La "ciliegina sulla torta", la Coppa Italia, conquistata appena 10 giorni fa, riscatta, indubbiamente, l'operato di un gruppo che meritava di non concludere nell'anonimato un' annata sostanzialmente positiva.

E' necessario ripartire da quel trofeo sollevato verso il cielo, dalle veracissime mani di capitan Cannavaro che, alla luce del polverone sollevatosi per effetto delle incommentabili vicende relative alle calcio-scommesse, rischia di essere uno dei primi tasselli in meno del Napoli targato 2012/ 2013, in quanto potrebbe essergli inferta una squalifica di 1 anno o poco più.

A prescindere dalle scelte imposte dalle necessità "extra-tecniche", la rosa attuale,  sembra essere destinata a subire modifiche sostanziali.

Nuovi innesti che minerebbero, quasi sicuramente, la permanenza in azzurro di quelli che, notoriamente, non sono mai entrati nelle grazie di Mazzarri.

In primis, l'allenatore si accontenterebbe di un solo difensore, quasi sicuramente, il nome da lui proposto, sarebbe quello di Christian Chivu, il difensore in forza all' Inter, verso il quale, lo stesso Mazzarri, aveva manifestato il suo gradimento, già nel corso del mercato di riparazione del gennaio 2011.

A questo punto, di contro, risulta preannunciata la partenza dell'argentino Fernandez, che non è mai apparso essere un elemento sul quale il tecnico azzurro fosse disposto a riporre aspettative e progetti.

Per il centrocampo, Mazzarri chiede due innesti: un centrocampista e un esterno sinistro, che siano, però, due top player, due giocatori di prima fascia.

Mazzarri vuole "i nomi", quelli che conferiscono prestigio, oltre che la garanzia dell' esperienza.

I nomi dei probabili rinforzi si sprecano, si susseguono, si accavallano, si rincorrono.

Ma, di fatto, poi, nessuno li indovina.

Bigon, tuttavia, sembra più orientato verso il reclutamento di giovani e/o giocatori di seconda fascia.

Quindi sarà interessante capire, a seconda dei frutti che la campagna acquisti azzurra porterà alle pendici del Vesuvio, su quale politica si rifonderanno le ambizioni e i sogni di gloria di casa Napoli.

Infine, la spina nel fianco di Parthenope: l' attacco.

Quella spina si chiama "Pocho", il suo figlio ribelle.

Tanti, troppi elementi lasciano presagire che Lavezzi abbia deciso di svincolarsi dal caloroso abbraccio di questa terra per salpare in altri porti, alla ricerca di nuove avventure che hanno il colore di altre casacche, lasciando il posto vacante ad un "nuovo tenore", che erediterà un fardello assai pesante.

La cessione di Lavezzi all' Inter (come ormai anche i sordi e le pietre hanno appreso) potrebbe fruttare al Napoli delle contropartite tecniche, oltre che contanti: Ranocchia e Pazzini i nomi più probabili.

Jovetic

o Giovinco, al momento, appaiono essere i "post-Lavezzi" più quotati, giacché, ad un tale di nome Vargas è estendibile il medesimo discorso relativo a Fernandez di cui sopra.

Tuttavia, ultima postilla presentata da Mazzarri, quale condizione sine qua non, è rappresentata dalla riconferma di Pandev.

Per cui, non è  da escludere nessun colpo di scena, come un'eventuale promozione del macedone a "terzo tenore".

Chi vivrà, vedrà...

Luciana Esposito

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