Una dedica speciale

Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

Gerardo Cesaro aveva messo tutto nella valigia e se n’era andato. Era partito per il Nord, in cerca di lavoro, più di 30 anni fa. Sabato notte Gerardo stava lavorando. Era solo, al centro del capannone, caricando lastre di alluminio dal suo piccolo mezzo. Poi, alle 4:04, la scossa. Gerardo è sceso dal mezzo ed ha cominciato a correre, mentre tutt’intorno crollavano pezzi di ferro. Gerardo ha corso più che poteva, era a pochi metri dall’uscita, fin quando le lamiere si sono accartocciate su se stesse, inghiottendolo. Gerardo non ce l’ha fatta. Gli altri operai lo hanno visto mentre disperatamente correva verso l’uscita, fino al crollo. Eppure, a 55 anni, con una moglie e due figlie, Gerardo aveva ancora la voglia di lavorare. Aveva trovato un posto alla Tecopress di Sant’Agostino, uno dei centri più colpiti del ferrarese.  Aveva accettato un lavoro duro e faticoso pur di andare qualche mese prima in pensione. Ci sperava. Gerardo era partito tanto tempo fa dal suo paese d’origine, Sant’Antimo. Ma, forse, non se n’era mai andato. Chiamava quasi ogni settimana per sentire come andava, per sapere come stavano i suoi amici di giù. Si informava su tutto quello che accadeva. Gerardo era un tifoso del Napoli. Quando in fabbrica si incrociava con gli altri operai emigrati del Sud si gridava sempre “Forza Napoli”. Il terremoto l’ha strappato alla vita proprio nel giorno più bello per gli azzurri. Gerardo avrebbe gioito insieme a noi, magari davanti alla tv, magari gridando e saltando al secondo gol di Hamsik, magari intonando le note de “O surdato ‘nnammurato” . Per questo, quella Coppa, è anche un po’ sua. Da ieri, il Napoli, ha un tifoso in più in cielo, e forse, ora, Gerardo starà sorridendo.

Dedicato a Gerardo Cesaro, e a tutte le vittime del terremoto che ha colpito il Nord Italia

Raffaele Nappi

Siamo anche su Google News: per seguire tutte le news sul Napoli Calcio clicca QUI