L’ultimo minuto

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Sul film “Ultimo minuto”, di Pupi Avati

 

Varie definizioni di minuto. Unità di misura del lasso di tempo pari a sessanta secondi e alla sessantesima parte dell’ora. Unità di misura degli angoli piani, pari a un sessantesimo di grado. Spazio di tempo molto breve, nel linguaggio comune utilizzato per indicare una disponibilità minima per il compimento di un’azione o di un’attesa. Nei possibili e differenti significanti di una parola così di largo uso, l’elemento comune sembra essere il fattore microscopico, la variabile inafferrabile che sfugge alla relatività del tempo, insinuandosi laddove gli eventi, anche quelli più colossali, temono che un piccolo frammento di tempo possa per sempre pregiudicarli. Se per la vita, sottoposta al suo usurante e mortale logorio, gli uomini hanno deciso di darsi delle convenzioni per misurare la risorsa più preziosa, e allo stesso momento la più pericolosa, a loro disposizione, allora un’unità di misura così insignificante può assorbire, in certi frangenti, un potere dagli effetti incalcolabili.

Molte discipline sportive non possono sottrarsi ai colpi violenti dell’incertezza. Provate a osservare i calciatori quando si muovono sul rettangolo di gioco durante quelle partite decisive per risultati inseguiti da una vita. Quando il risultato è ancora in bilico e fino all’ultimo istante qualcosa potrebbe cambiarlo. Si muovono con la composta agitazione che solo chi si approssima all’impresa può comprendere. Le debolezze emergono nel bel mezzo di una tempesta agitata da un’infinità di impulsi. Eppure l’attesa ne regola il respiro, di quella contesa non ancora risolta. Per chi è in vantaggio, la preghiera è che arrivi presto. Per chi insegue un disperato recupero, la preghiera sopravvive nell’assurdo di volerlo fermare, il tempo. In vista di cosa? L’ultimo minuto.

Walter Ferroni, interpretato da Ugo Tognazzi, è il protagonista del film, diretto da Pupi Avati e uscito nel 1987, “Ultimo minuto”. Ferroni è il direttore sportivo di una squadra di calcio che occupa le zone basse della classifica di serie A. Tra problemi finanziari, piccoli imbrogli e l’amore per il calcio, la società riesce a sopravvivere, fin quando, ormai alle strette, Ferroni, per salvarla, convince un ricco industriale italiano, Di Carlo, ad acquistarla. Convinto che il nuovo patron si limiterà a finanziare la società, lasciando allo storico direttore sportivo la guida tecnica della squadra, Ferroni è costretto a ricredersi quando Di Carlo, deciso a controllare tutti i settori societari, cambia l’assetto dirigenziale, rimuovendolo dal suo incarico. L’imprenditore si accorge presto che la guida di una società di calcio non è come quella di una normale azienda. Infatti, dopo una lunga serie di insuccessi sul campo della squadra, i tifosi iniziano una dura contestazione contro Di Carlo, costretto a ritornare sui suoi passi e a richiamare Ferroni, l’unico in grado, forte della sua esperienza, di riportare la squadra a un rendimento competitivo. E Ferroni, che in passato aveva messo in gioco anche la propria famiglia per amore della sua squadra, grazie al suo carattere, alla sua perizia e alle sue doti umane, riesce subito a dare nuovo vigore alle prestazioni della squadra, già nella gara del suo ritorno, contro l’Avellino.

Walter Ferroni però, da sempre abituato alle dinamiche sporche del mondo del calcio, si trova a fare i conti coi capricci dei suoi calciatori e con l’ombra del calcio scommesse.

Il suo centravanti più rappresentativo, Emilio Boschi (Massimo Sonetti), si vende a un’organizzazione di scommettitori clandestini, ma Ferroni, contro ogni parere della società e nella diffidenza generale, quasi allo scadere del tempo regolamentare della partita con l’Avellino, fa esordire il giovane Paolo Tassoni (Marco Leonardi), attaccante diciassettenne proveniente dalla primavera della società. Ferroni, nell’incredulità dei dirigenti e del pubblico, sostituisce proprio Boschi, autore di una prestazione svogliata, che indispone Ferroni, divenuto anche allenatore della squadra. Il “direttore mister” incoraggia il giovane Tassoni, visibilmente emozionato prima dell’ingresso in campo. È l’ultimo minuto. Tassoni entra in campo, conquista palla e inizia un’azione personale che è solo possibile immaginare, grazie alla cronaca radiofonica di Enrico Ameri, storico radiocronista di “Tutto il calcio minuto per minuto”.

L’epilogo dell’azione di Tassoni è la purezza che esplode nello spazio di un istante, a dispetto di un ambiente infestato da subdoli malfattori. Un giovane e ingenuo calciatore rapisce la folla, costringendo tutti a una resa gioiosa. La prodezza di Paolo confina un intero campionato in un tempo microscopico. Il tempo di un minuto.

Ultimo minuto è stato scritto dai fratelli Pupi e Antonio Avati, insieme ai giornalisti sportivi Italo Cucci e Michele Plastino. Anche se il nome della squadra non viene mai fatto nel film, i riferimenti al Vicenza, squadra “provinciale” simbolo degli anni ‘Ottanta, sono abbastanza chiari. Formano il cast del film anche Elena Sofia Ricci e Diego Abatantuono.

Anni dopo, uno degli autori della sceneggiatura, il giornalista Italo Cucci, ha rivelato che la figura di Walter Ferroni è stata in parte ispirata ai personaggi di Italo Allodi, il celebre direttore sportivo che ha costruito il Napoli di Maradona, e di Luciano Moggi, protagonista di numerosi successi sportivi da direttore del Torino, del Napoli e della Juventus, che allora si affacciava sullo scenario del calcio italiano nelle vesti di emergente dirigente e che poi passerà alla cronaca per note vicende giudiziarie e illeciti sportivi.

Ultimo minuto è la parabola calcistica di una vita che, nonostante abbia attraversato, sporcandosi non poco, le luride maglie dei più umilianti compromessi, in bilico su baratro della disperazione e del fallimento, sa di poter assistere, da un momento all’altro, allo spontaneo entusiasmo che un improvviso di purezza le ha portato davanti agli occhi, superando, sia pur nella poetica ed estemporanea brutalità dell’irripetibile, anche il dominio del tempo.

 

sebastiano di paolo, alias elio goka

 

 

In foto, locandina del film. Da www.flikr.com

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