Il desiderio del Pocho: giocare

Il desiderio del Pocho: giocare

Millefoglie, mille pensieri. Feliz cumple, Pocho. Buon compleanno, Ezequiel Lavezzi. Ventisette anni: si allena, spegne negli spogliatoi le 27 candeline sulla torta millefoglie con le fragoline preparatagli da Federico, il cuoco di Castelvolturno, e poi? Pensa, e ancora. Festeggia e rimugina: perché diciamoci la verità, d’accordo rispettare il gruppo e l’allenatore, però il Pocho in panchina per due partite di fila, con la terza all’orizzonte per giunta, è un qualcosa che rovinerebbe il compleanno anche a un clown. Figuriamoci all’idolo di Napoli. Ventisette candeline, 27 punti interrogativi. E intanto, mentre De Laurentiis gli manda messaggi di auguri sentiti, Moratti continua a studiare il modo di fargli festeggiare il ventottesimo compleanno un po’ più a nord.

LA NORMALITA’ - E allora, una giornata da protagonista. L’ennesima, per uno che per regalo chiede da sempre e soltanto un giorno di normalità. Ma tant’è. Si chiama Lavezzi, e almeno da queste parti non sarà mai uno qualunque. Al centro dell’attenzione per definizione, in campo e fuori; comunque e dovunque, c’è poco da fare. E ogni passo, perché è lui, il Pocho, diventa un triplo salto mortale: se fa dieci, viene fuori cento. Vero o no che sia, ma funziona così. Normalità, serenità. Cose che in queste settimane trascorse a rincorrere la Champions sono mancate ancora: va in panchina ed è un caso. Resta, va via, ed è un’altra rumba. Tormentoni a go-go.

LA PANCHINA - Nel frattempo, il Napoli è lì a strofinarsi i palmi delle mani guardando la classifica e i risultati delle dirette concorrenti di sua signora Europa. Regina Champions, azzurri ai piedi della regale competizione continentale: manca un clic, sotto con la trasferta di Bologna. E il Pocho? Ci sarà? Sì, certo che sì: in panchina, però. Ancora una volta, con ogni probabilità: la terza di fila dopo le sfida con la Roma e il Palermo. Non era mai accaduto, ma lui ha precisato: « E’ chiaro che mi piacerebbe scendere in campo sempre, ma non mi permetterei mai di mancare di rispetto al mister, alla squadra e ai miei compagni». Bene così, allora: non si rassegna e farà di tutto per convincere Mazzarri a mandarlo in campo a Bologna, però eventualmente forza Napoli comunque. Ci si vede al prossimo dribbling.

TRATTATIVA - Impossibile dribblare, invece, le voci di mercato: l’Inter lo vuole sul serio. Lo insegue, lo tratta direttamente con Massimo Moratti. Da presidente a presidente: la prima offerta, 10-12 milioni di euro, i cartellini di Pandev, Obi e magari un altro giovanotto, non ha convinto neanche un po’. La base solida su cui lavorare sarebbe Pandev, certo, lui sì, e poi almeno una ventina di milioni. Stop. Argomento interessante.

 
LA FESTA - Il suo manager, Alejandro Mazzoni, che ieri è arrivato a Napoli per festeggiare con il Pocho dopo un blitz di lavoro a Milano, dovrebbe rientrare a Buenos Aires già nelle prossime ore. Giusto il tempo di partecipare al brindisi con gli amici più intimi e la fidanzata Yanina, andato in scena ieri sera nella villa di Eze a Marechiaro, e adios. Le candeline sono spente. I dubbi non ancora.
 
Fonte: Corriere dello Sport

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