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Al Tardini per calare il pokerissimo


Parma v Napoli è una di quelle partite su cui è impossibile fare un pronostico; come si potrebbe, considerata l’altalena di rendimento che il Napoli offre in questa stagione? Una squadra che, al di là dell’ottimo momento di forma che sta attraversando, è capace di demolire squadroni come Chelsea e Manchester City, passando per Milan e Inter ma anche capace di perdersi nel classico bicchier d’acqua, perdendo e lasciando punti per strada  con squadre di rango sicuramente inferiore.

Tra campionato e Champions, il Napoli viene da ben quattro vittorie consecutive ma soprattutto con la convinzione che la scalata al terzo posto in Serie A sia un affare molto più fattibile rispetto ad un mese fa, vuoi per la condizione della squadra, vuoi per quella delle concorrenti, le quali adesso affrontano un periodo di stanca.

A Parma per i tre punti, naturalmente, non ci sono altre soluzioni per continuare il cammino che, nelle previsioni e nelle aspettative più rosee, dovrebbe portarci non solo al quinto posto, come auspicato da De Laurentiis, ma anche a qualcosa di più. La squadra sembra aver ritrovato la verve che aveva smarrito e soprattutto ha ritrovato la buona stella di alcuni dei pilastri sui cui poggiava la propria struttura.

Il Campagnaro visto contro Chelsea ed Inter è un giocatore rinato rispetto agli ultimi tre mesi tanto da ottenere anche la sua prima convocazione in nazionale. Inler ha messo in evidenza le sue doti, quelle per cui De Laurentiis ha pagato 18mln. Lavezzi sta giocando da giocatore vero, da giocatore che può fare la differenza: 4 gol in 3 partite, tutti belli e soprattutto pesanti. Un inno alla concretezza ed alla sostanza mai stato nelle corde dell’argentino. La speranza è che tutto ciò non sia solo frutto di un momento destinato a passare in fretta.

Di fronte il Parma, contro il quale gli azzurri hanno perso la partita di andata per 1:2, una squadra che come il Napoli ha qualche pausa di rendimento. Una squadra che poche settimane or sono ha cambiato guida tecnica: dall’ex-napoletano Colomba all’ex-napoletano Donadoni per cercare di allontanarsi dalla zona calda che comincia a diventare troppo vicina. I biancocrociati hanno vinto solo due partite nelle ultime dodici e si trovano, in attesa del recupero con la Juventus, a soli cinque punti dal Lecce attualmente terzultimo.

Sarà normale, quindi, attendersi un Parma molto aggressivo che cercherà di sfruttare il fattore Tardini, nel quale però non vince dal 15 gennaio (3:1 al Siena), oltre a sfatare il tabù Napoli contro il quale non ottiene la posta piena addirittura dalla stagione 2000-2001: fu una goleada a favore dei ducali, un 4:0 firmato Micoud, Milosevic e doppietta di Di Vaio, che non lascia adito a molte interpretazioni. Fu una stagione disgraziata per gli azzurri, culminata con la triste e controversa retrocessione in B, ad appena un anno dalla risalita.   

I precedenti più recenti, invece,  sono abbastanza favorevoli al Napoli. L’anno scorso fini 3:1 per gli azzurri che proprio a Parma posero forse uno dei tasselli più decisivi per la conquista del terzo posto. Hamsik, Lavezzi e Maggio risposero al vantaggio iniziale di Palladino regalando alla foltissima rappresentanza napoletana in terra emiliana una grandissima vittoria.
L’ultimo pareggio risale a due anni fa, stagione 2009-2010 e fu 1:1 con il Napoli che, in vantaggio con Denis, si fa riprendere nel finale da un rigore molto discutibile trasformato da Amoruso.

Vivo, però, nell’album dei ricordi di questo incontro è sicuramente il precedente della stagione 1993-1994, che consacrò il Napoli di Marcello Lippi a grande squadre, capace di imporsi al Tardini per 3:1, al cospetto del Parma di Zola, Asprilla, Crippa e Brolin, uno squadrone di caratura internazionale. Vivo il ricordo della partita e soprattutto vivo il ricordo del magnifico gol di Fonseca che infilò Bucci in semirovesciata.

Un uruguaiano allora, un uruguaiano adesso. Ieri era Fonseca, oggi è Cavani che ha in mano le sorti dell’attacco della squadra. L’uruguaiano continua nel suo eccellente stato di forma, essendo andato a segno anche in settimana, nell’amichevole contro la Romania. Una partita di cui, forse, nessuno avrebbe sentito la mancanza.

Così come nessuno sentirebbe la mancanza dell’anticipo delle 12.30, orario del calcio d’inizio di Parma v Napoli. Un orario scomodo, simbolo del cosiddetto “spezzatino” che però ha un sapore davvero scialbo. Siamo onesti, l’Italia non è l’Inghilterra e non lo sarà mai. Il Napoli è alla sua terza partita in questo insolito orario , da quando è stato istituito, ma alla prima in questa stagione; gli altri due precedenti risalgono entrambi alla stagione 2010-2011, una vittoria ed una sconfitta il bilancio complessivo, in attesa di domenica, sperando che il piatto della bilancio possa pendere dalla parte giusta, quella azzurra.
In bocca al lupo. 

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