Massimo Callegari: “Napoli yes you can”

San Paolo
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Il weekend di Serie A ed FA Cup con vista sulla Champions ha rafforzato le convinzioni di Mazzarri e del Napoli: contro i Blues, si può fare. Ecco perché.

15 ore dopo l’abbagliante Napoli del “Franchi”, André Villas Boas non ha avuto dal suo Chelsea la risposta che sperava: e le nubi sulla sua panchina non si sono diradate. Contro il Birmingham, quinto in Championship (la serie B inglese), il Chelsea ha rischiato la clamorosa eliminazione dalla coppa nazionale. A Stamford Bridge, è andato in svantaggio sull’ennesimo peccato fatale della sua difesa, disattenta e perforabile sulle palle ferme; poi ha fallito un calcio di rigore con Mata, comunque il suo uomo migliore in stagione fin qui; e infine ha pareggiato, a metà ripresa, con uno stacco aereo imperiale di Sturridge su cross di Ivanovic, dopo l’azione più bella della partita. Ma i dubbi che Villas Boas aveva espresso alla vigilia (“non tutti i giocatori sono con me”, aveva detto) si sono riproposti in maniera allarmante sul campo.

Il Chelsea è un’armata senza la solidità e la compattezza che l’avevano reso grande nell’era Mourinho.In Premier è quarto posto con l’Arsenal, ma dopo 25 giornate ha il peggior rendimento (43 punti) e la peggior difesa (31 gol subiti, 23 più del primo anno di Mou) della gestione Abramovich . Ma il problema più allarmante  si trascina da gennaio dell’anno scorso ed ha un nome e un cognome: Fernando Torres. Dopo mesi di strenua difesa del suo centravanti, Villas Boas ha fatto come Ancelotti nel ritorno dei quarti di Champions dell’anno scorso, a Old Trafford, e all’intervallo ha sostituito lo spagnolo con Drogba, appena tornato dalla Coppa d’Africa. Un cambio giustificato alla fine con un semplice “avevamo bisogno di tenere palla in avanti e di movimenti diversi”, che non basterà a evitare la deflagrazione ufficiale del caso. E’ la prima volta che il tecnico portoghese avvicenda Torres dopo 45′ ed è la testimonianza che il Niño è ormai indifendibile, dopo 22 partite e 4 mesi senza gol .

Walter Mazzarri, taccuino e tablet alla mano, avrà certamente preso altri appunti sul Chelsea, ben sapendo che, Torres a parte, il vero limite dei londinesi è il reparto difensivo, costantemente sotto pressione in David Luiz e Cahill per la scarsa copertura dei centrocampisti. In particolare, sia Meireles che Ramires preferiscono l’inserimento alla copertura e lasciano scoperta la loro zona: se il Napoli sarà abile e reattivo a recuperare palla, potrà ripetere l’exploit con il City, massacrato nelle ripartenze nonostante poco più di 200 passaggi contro gli oltre 600 completati dagli inglesi nei 90′.

Contro il Birmingham, Villas Boas ha lasciato a riposo Terry, Lampard e soprattutto Essien, il veroequilibrista della sua squadra. In Champions, è probabile che i totem del Chelsea tornino dal 1′, ma potrebbe non bastare per ritrovare equilibrio e compattezza sull’ambìto quanto ostile palcoscenico europeo. Se il Napoli riuscirà a richiamare i Blues nella sua metà campo e ad ampliare gli spazi alle spalle dei difensori centrali, Cavani e Lavezzi saranno nelle condizioni ideali per far vivere un’altra notte epica al popolo napoletano.

Fonte: worldcallecenter.it

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