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La Milano nerazzurra urla al complotto


Lacreme napulitane” è un grande successo di una delle icone che ha scritto la storia di Napoli: Mario Merola.

Il revival del  cavallo di battaglia del “Re della sceneggiata” si sta girando in questi giorni a Milano, in casa interista, dopo la sconfitta maturata all’ombra del Vesuvio che è costata a Ranieri e ai suoi l’eliminazione dalla Coppa Italia.

 Da quella sera i nerazzurri non hanno più smesso di lamentarsi.

Da Milano si innalza un coro di voci indignate per la direzione arbitrale di Celi.

Un vero e proprio “pianto di polemiche e contestazioni”, continuo ed incessante.

Il pensiero che vive e infervora gli animi interisti è ampiamente espresso all’interno di un articolo riportato sulle pagine di “Libero Sport” dal titolo sintetico ed eloquente: “un aiutino tira l’altro”. Chiaro ed inequivocabile riferimento alla sesta partita di campionato del girone di andata Inter- Napoli finita 1-3.

Anche in quella circostanza, il popolo di fede nerazzurra, ha avuto da ridire riguardo la direzione di gara di Rocchi: un fallo di Obi  avvenuto fuori l’area di rigore, costa al calciatore l’espulsione per somma di ammonizioni (il cui primo cartellino giallo, attenendosi sempre al modo di “vedere il calcio” degli interisti, scaturiva da un fallo inesistente) e relativo rigore concesso agli azzurri.

Si contesta un episodio, un solo episodio.

Eppure il risultato finale è stato 1-3, è meglio sottolinearlo ancora: 1-3 per gli azzurri.

E, se la matematica non è un’ opinione, sottraendo un ipotetico gol, il risultato finale sarebbe comunque stato: 1-2.

Per cui, cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia.

Interista, fattene una ragione: hai perso contro il Napoli!

Inoltre, Julio Cesar placa Hamsik dal dischetto, ma Campagnaro replica in rete la ribattuta del portiere e, stando sempre e solo al “nerazzurro pensiero”, il gol andava annullato poiché il difensore azzurro era già in area al momento in cui lo slovacco calciava il rigore.

Vi consiglio di non parlare ai napoletani di rigori ribattuti a causa della presenza di calciatori in area, potrebbero azzannarvi una giugulare pensando ai fatti di Napoli – Juventus.

Ma quella è “un’altra storia”.

Come se un torto subito da una parte o dall’altra possa sottrarre o aggiungere qualcosa alle sorti di una squadra. Come se fosse un credito da saldare, un vuoto da colmare, una corsia preferenziale sulla quale riversarsi al cospetto di “un’autostrada sopraffatta dal traffico”, per effetto di un disagio imputabile più all’inefficienza degli “addetti alla viabilità” che non alla cattiva condotta o ad un “improprio utilizzo del mezzo” da parte degli automobilisti.

Secondo la macchinosa teoria che sorge sotto l’ala protettiva di Sant’Ambrogio, esisterebbe un “disegno divino” o qualcosa di simile ad “agevolare” le sorti degli azzurri quest’anno, quando affrontano le milanesi, in particolare l’Inter.

“Ogni scarrafone è bell’ a mamma soja!”

Replica Napoli.

Per quanto riguarda “i favoritismi di Celi”, che hanno innescato il suddetto fiume di polemiche, il fallo di Motta su Cavani, tramutato in rete dal Matador, mette d’accordo tutti.

Il rigore era cosa buona e giusta.

Il fallo di Maggio su Milito?

Il contatto nasce fuori dall’area napoletana e, con tutto il rispetto, se si concedessero rigori tanto generosi, tutte le volte che si verificano contatti analoghi, assisteremo a partite con risultati finali simili a quelli delle gare di pallavolo.

E soprattutto i preparatori atletici di casa Inter, avrebbero fatto bene ad assicurare al “principe Milito” un’adeguata razione di sali minerali, giacché l’argentino, ha dato, in più circostanze, segni di mancamento, “cascando” nell’area azzurra.

Agli interisti, tanto attenti a valutare l’operato del direttore di gara, tuttavia, sfugge un “piccolo” dettaglio: se Celi avesse voluto agevolare in qualche modo le sorti della partita a favore del Napoli, avrebbe fatto tesoro dell’assist fornitogli su un piatto d’oro da Snijder nel corso del primo tempo: un’ entrata “penalmente sanzionabile”ai danni di Gargano, con il piede del giocatore interista che si salda sulla tibia del calciatore azzurro, disinteressandosi pienamente del pallone. Aavrebbe meritato il rosso diretto, invece, il suo intervento non è stato sanzionato nemmeno con un’ammonizione.

Fa sorridere il sarcasmo “dei signori del Nord” che attribuiscono il tutto alla sfuriata, risalente all’estate scorsa, da parte di De Laurentiis, in seguito al sorteggio delle gare di campionato. Il patron azzurro, in quella circostanza, lasciandosi sopraffare dalla foga dettata dalla condizione emotiva del momento, aveva esternato alcune colorite esclamazioni, per poi dileguarsi a bordo di uno scooter guidato da un passante.

Oggettivamente, la teoria partorita dalla “Milano che piange”, non trova credibile riscontro nella realtà, giacché, i suddetti dubbi sarebbero legittimi e legittimati se il club di De Laurentiis militasse in posizioni maggiormente floride e “illustri” in classifica.

Un favoritismo finalizzato soltanto ad agevolare la vittoria degli azzurri contro le milanesi… E con Bologna, Siena, Parma…e le altre “comuni mortali” che militano nella massima serie?

Forse ai lombardi sfuggono un paio di passaggi: ogni partita vale tre punti, a prescindere dal blasone dell’avversario e sarebbe più costruttivo per loro scendere dall’ “Olimpo degli Dei” per tornare sul terreno di gioco con maggiore umiltà e minore presunzione.

Fa specie che un club che ha vinto tutto, rimanga a recriminare così tanto e per così tanto tempo su una sconfitta, alla ricerca di alibi o colpevoli…E’ stato bello battere l’Inter, nessuno lo può negare, è una vittoria che conferisce tutt’altra soddisfazione e che carica indescrivibilmente l’ambiente,  ma sento di poter affermare, senza far torto a nessuno, che la priorità di Mazzarri e company, mercoledì sera,  fosse quella di superare il turno di Coppa Italia, così come in campionato è quella di portare a casa i tre punti, a prescindere dal nome dell’antagonista di turno.

Questo Napoli  ha dimostrato di saper essere “grande contro le grandi”, se l’Inter vuole prendersi la sua personale rivincita, non deve fare altro che cercare di ergersi al livello dei “guerrieri della notte”.

Perchè quella squadra, con quel carisma, con quella combattività e con quella vera fame di vittoria, palpabile negli occhi così come in ogni singolo passaggio dei suoi protagonisti, non è così facile da battere, e se questo “rovina la festa” piuttosto che “i sogni di gloria” di qualcuno, non ci dispiace per quel qualcuno.

Dalla sua l’Inter ha grandi nomi, il Napoli vanta un gran cuore.

Non occorre altro agli azzurri per fare risultato.

Serva da monito a chiunque provi a sminuire i successi dei “principi azzurri”.

Vi esortiamo ad incattivirli. E’ esattamente quello di cui hanno bisogno per zittirvi sul campo!

Luciana Esposito

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