shinystat spazio napoli calcio news Gullit: "Che sfide con il Napoli di Maradona. Sogno un nuovo 1 Maggio '88"

Gullit: “Che sfide con il Napoli di Maradona. Sogno un nuovo 1 Maggio ’88”


Ruud Gullit e il Milan sono elementi indissolubili. Rappresentano un calcio italiano che negli anni ’80 e ’90 dominava in Europa e nel Mondo grazie alle idee innovative di Arrigo Sacchi prima e Capello poi. Tecnica e forza fisica unite al suo grande carisma gli permisero di primeggiare con i rossoneri dell’esordiente presidente Berlusconi, e gli orange della nazionale olandese, campione a Euro 88. Oggi Ruud fa l’allenatore e non ha più le treccine che lo resero tanto popolare in quegli anni. Calciomercato.com lo ha intervistato in esclusiva a MonteCarlo, in occasione del Golden Foot 2001, nel quale è tra le leggende del calcio che lasciano le loro impronte sulla Champions Promenade.

Il Milan, di nuovo campione d’Italia, come ai suoi tempi, ritrova sulla sua strada il Napoli. Le sfide tra i partenopei e rossoneri tornano prepotentemente d’attualità. La sfida del 1° maggio 1988 sembra è rimasta nella storia del campionato italiano. Si ricorda di quei giorni? 
“Quei giorni a Napoli me li ricordo benissimo, anche se sono passati tanti anni. C’era un’atmosfera impressionante.”

Si favoleggia di grandi misure di sicurezza intorno alla squadra che venne a Napoli. 
“Si, venimmo giù addirittura con due aerei, e in uno mettemmo tutto il cibo che ci serviva per la trasferta. Avevamo persino il cuoco di Berlusconi, e le guardie del corpo che ci assaggiavano le cose prima che mangiassimo noi.”

Da come lo racconta lei, il Milan non si fidava affatto del Napoli e di Napoli. 
“Non ci fidavamo dell’ambiente che avremmo trovato a Napoli, nonostante ci sentissimo davvero forti. Il piano dell’albergo che avevamo preso in città era isolato da chiunque potesse anche solo parlare il dialetto napoletano. La tensione era altissima e noi temevamo qualsiasi cosa.”

C’era grane attesa. Maradona aveva fatto proclami da grande condottiero. E sembrava che la gente non pensasse affatto ad una sconfitta. 
“Sapevamo che laggiù a Napoli vivevano per il calcio e in particolare per quella partita del 1° maggio. Tutta la notte precedente la gara, i tifosi avevano cercato di non farci dormire, ma francamente a questo ci passammo sopra. Ci stava tutto, persino gli sputi e le uova con le quali riempirono il bus del Milan. Noi però in quel mezzo di trasporto non c’eravamo. Passammo per il lungomare e poi per alcune viottole strane nel cuore della città, mentre al San Paolo ci aspettava una bolgia infernale. Ad uno stop c’era una vecchina che a stento si reggeva in piedi e attraversò la strada in un tempo lunghissimo. E la cosa che mi ricordo benissimo è che quando si accorse che eravamo il Milan, trovò la forza di raddrizzare la schiena, e ci fece il gesto dell’ombrello! Mi ricordo dei proclami di Maradona, ma a noi interessavano poco. Eravamo convinti di poter fare bene e mi pare che poi il campo lo ha dimostrato. Alla fine ci hanno applaudito, ma prima è stata davvero dura. Nella mia carriera non mi ricordo una esperienza simile.”

Da allora sono passati più di 20 anni e il Napoli è tornato ai vertici. Cosa pensa della squadra di Mazzarri che ha già battuto il Milan e l’Inter?
“Penso che non c’è una squadra italiana che gioca e diverte come il Napoli. Mi piace come affrontano gli avversari fuori casa come in casa. Penso proprio che lotteranno fino alla fine per lo scudetto. E chissà che non si ritorni a giocare al San Paolo come in quel 1° maggio 1988.”