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Il napoletano tra timori e speranze

C’è gioia. Gioia di vedere il Napoli dopo un esilio durato oramai troppo tempo. 20 anni trascorsi ad assaporar vittorie altrui ingoiando bocconi amari e rimembrando il passato. Ultimo match contro lo Spartak di Mosca agli ottavi nel lontano ‘91.

Il City non ha un grande palmares, la Champions l’ha vista solo in tv; tuttavia fa’ paura, vedere per credere: 4 vittorie in altrettanto partite, con una campagna acquisti da capogiro.

Ma i soldi non sono tutto, lo sperano i tifosi napoletani. Le motivazioni nel calcio sono ormai predominanti. La società e la città ne hanno molte. Una città che sfugge dai suoi problemi e si affida al calcio, cercando di recuperare la dignità là dove è più facile riconquistarla.

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Non sarà una passeggiata, ma si spera dopo l’ottima prestazione con il Cesena. Le sensazioni e le emozioni si mescolano in un calderone colmo di timore e di ansia, di gioia e speranza. Speranza di affermare il proprio nome in Europa, rigenerando un’ ambiente abbandonato a se stesso.

La squadra è pronta, il popolo anche.