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Donadel è pazzo di Napoli!

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Ho voluto scommettere su me stesso e venire a scoprire Napoli. Questa città mi intrigava da lontano e ora che ci sono dentro mi entusiasma”. Parole e musica di Marco Donadel, il nuovo guerriero biondo del centrocampo azzurro.

Nella bella intervista rilasciata al Corriere dello Sport, l’ex viola ci tiene a sottolineare che Riccardo Bigon non era l’unico d.s che lo corteggiava: “ Avevo due altre opportunità con club impegnati in manifestazioni continentali, ma io ho voluto il Napoli che mi ha cercato in tempi non sospetti, quando ancora non c’era la possibilità della Champions. E’ stata una scelta professionale e di vita: dopo sette anni a Firenze, era giunto il momento di cambiare, di cercare nuovi stimoli”.

Il mediano veneto ha raccontato che, prima di mettere nero su bianco con la sua nuova squadra, ha subìto un vero e proprio “terzo grado” telefonico ad opera di Walter Mazzarri: “ Mi ha interrogato, con interesse, mentre ero in vacanza in Versilia. Mille domande, pure sui dettagli. La conferma di quanto sapevo: è un perfezionista, non lascia nulla al caso, né in campo e né fuori. Ti illustra i metodi e la sua filosofia, ti fa sentire immediatamente partecipe”.

Infine Donadel ha espresso il suo parere sul prossimo impegno in Champions League (competizione che ha già disputato con la Fiorentina) e sui nuovi compagni di squadra: “ La Champions ti da una carica incredibile, avverti che sei entrato in una dimensione speciale. Io ho avuto la fortuna di giocarla, so che va affrontata con giudizio: guai a sbilanciarsi, serve umiltà e razionalità. A volte basta un punto. Noi, però, affronteremo questa competizione senza paura. La forza di questa squadra è lo zoccolo duro formato da Cannavaro, Aronica, Grava, De Sanctis, Gargano, Hamsik e Lavezzi. Quando sono arrivato ho visto subito coesione, una volontà ferrea nel raggiungere grandi traguardi. Il marchio di fabbrica di Mazzarri, insomma, è impresso in ognuno”.

Il Napoli ora ha un nuovo combattente a centrocampo e, c’è da giurarci, non sarà facile relegarlo in panchina.

 

Marco Soffitto

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