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Sergio o Gokhan?

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Il gol messo a segno il 17 aprile al San Paolo da Gokhan Inler e la conseguente mancata esultanza, ha dato credito agli operatori di mercato e non di non attendere altro che l’ufficializzazione del nuovo sodalizio tra il Napoli e il centrocampista svizzero.  L’incontro tra domanda e offerta per il cartellino del giocatore bianconero sembra essersi eclissato nel classico gioco al rialzo di Pozzo e al ribasso di De Laurentiis. Il produttore cinematografico ha messo sulla bilancia 10 milioni di euro, invece il n.1 friulano sembra deciso a mantenere la trattativa sui 15 milioni.

E se l’operazione Inler, fosse solo un depistaggio? Da tempo nella lista di mercato del ds Bigon spunta il nome di Sergio Almiron, centrocampista argentino in comproprietà tra Juventus e Bari, la sua attuale squadra. Dopo una stagione segnata da un lungo infortunio, Almiron sta riprendendo il ritmo partita nelle ultime gare di campionato. L’argentino ha espresso il suo valore con la maglia dell’Empoli, fu uno dei trascinatori della squadra di Cagni che ha centrato la storica qualificazione in europa, e lo scorso anno con il Bari di Ventura, autentica rivelazione del campionato.

Sergio Almiron è un regista di buona mobilità, utile in difesa e nelle fasi d’interdizione offensiva,  un buon tiratore dalla distanza. L’argentino andrebbe ad accrescere la qualità del centrocampo azzurro, un suo ipotetico arrivo forzerebbe la casella d’uscita di uno dei centrocampisti di Mazzarri. La scelta di Almiron, quale alternativa a Inler, non nasconde le sue inside: la prima è l’età, il centrocampista ha superato la soglia dei trent’anni, quindi risulterebbe poco compatibile con il progetto di prospettiva impostato dalla dirigenza azzurra; la seconda è l’esperienza, le oltre 170 gare disputate in massima serie ci raccontano di un Almiron protagonista in provincia e non in piazze importante. A Torino e a Firenze non è riuscito ad esprimersi al meglio, in una piazza esigente e caliente come quella di Napoli,  Almiron potrebbe subire l’urto di un mancato apprezzamento iniziale.

Alessandro D’Auria

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