shinystat spazio napoli calcio news La FIFA spaventa il Portogallo

La FIFA spaventa il Portogallo

Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

La FIFA si è riunita il 1 marzo a Zurigo, dopo diversi richiami nei precedenti mesi, ha redarguito ufficialmente la FPF (Federaçao Portuguesa de Futbol).

“Siamo preoccupati per la situazione in Portogallo”, è quanto ha riferito il presidente della Fifa Sepp Blatter ai giornalisti a Zurigo giovedì scorso. Stando alle valutazioni dell’organo internazionale, la Federcalcio portoghese è rea di aver rafiticato uno statuto giuridico non conforme al regime giuridico delle altre federazioni calcistiche. Il nuovo statuto dovrebbe trasferire un significativo potere di voto da parte delle associazioni regionali ai campionati del paese, ed  ai sindacati dei giocatori, arbitri e allenatori. Dun que la revisione degli statuti portoghesi sulle attività delle associazioni sportive,  prevede una modifica delle regole di rappresentanza di diversi membri della federazione, club, atleti, allenatori e le associazioni regionali, per potersi riallineare con i parametri prestabiliti in materia dalla Fifa e della Uefa.

La lettera del segretario generale della Fifa Jèrome Valcke pubblicata dal quotidiano sportivo A Bola, avverte che “se la FPF sarà sospesa, nessuna squadra portoghese, sia la nazionale che i club, potranno svolgere alcuna attività internazionale”. La pena è severa, ciò vuol dire un’esclusione per la prossima stagione dalle competizioni europee per i Club, peggio per la nazionale lusitana la quale rischierebbe di saltare il prossimo europeo del 2012. Un provvedimento simile venne prorogato,  per motivazioni diverse, dalla Fifa nel novembre del 2008 ai danni del Perù che venne provvisoriamente escluso da tutte le manifestazioni calcistiche. L’ultimatum per la federazione portoghese scade il 19 marzo, data in cui si riunisce l’assemblea generale per discutere del caso e trovare l’accordo utile per normalizzare la sua posizione.

Alessandro D’Auria

Preferenze privacy