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Dallo Skonto al Villarreal: storie d’Europa

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Era il 27 settembre del 1994, l’avversaria di turno era lo Skonto Riga, modestissima avversaria già battuta al San Paolo con un rotondo 2-0 grazie a quello che era considerato come il successore di Gianfranco Zola, il “piccolo” Benny Carbone.

Sono passati 17 anni ma l’ansia e l’attesa per una trasferta europea resta la stessa: dallo Skonto al Villarreal in pochi battiti di ricordi.

La storia ci ha detto che Benny Carbone non ha poi lasciato un segno così indelebile, che Rincon e Agostini, gli altri due componenti dell’attacco azzurro, sono nomi che ricordano di un periodo emozionante ma di pochi traguardi raggiunti.

In tutti questi anni il Napoli ha viaggiato solo tra inferno e purgatorio, con mille speranze poi disilluse e ciò che poteva essere mai si è verificato.

Oggi c’è un tridente invidiato in tutto il mondo, quello dalle potenzialità tricolori che a febbraio ancora non sono state infrante ed il Paradiso, che allora era solo il centro allenamenti, adesso è più vicino.

Lavezzi, Hamsik, Cavani, solo per parlare di quelli lì davanti. Dietro di loro c’è una squadra, un gruppo, degli uomini di roccia e un signor allenatore a gestirli.

In Lettonia c’era Guerini, stasera al Madrigal ci sarà Mazzarri.

La Coppa Uefa non esiste più, come lei quel Napoli fantasma. Oggi esiste l’Europa League e la città ne sente il profumo sempre più forte.

Dopo lo Skonto gli azzurri superarono il Boavista per poi fermarsi agli ottavi di finale dinanzi all’Eintracht Francoforte del grande Tony Yeboah.

A prescindere dal risultato di stasera qualcosa ci dice che la storia, stavolta, la si sta scrivendo per davvero: non sarà oggi, non sarà domani, ma il Napoli del presente è destinato a lasciare il segno negli almanacchi senza scivolarci tra le pagine.

Antonio Manzo 

 

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