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La ragazza della curva racconta…


Parte oggi una nuova rubrica, a cura di Deborah Divertito. Le narrazioni delle partite del Napoli viste da “una ragazza delle curva B”:

 

L’Europa ritorna. La febbre pure. Quella vera. Ma che non basta per tenermi a casa.

La curva B mi aspetta e oggi ha ancora più senso cantare a squarciagola “Sono pazzo di te. LALALALA. Chi lo sa perché. LALALALA. E io lo so perché non resto a casa!”.

Ore 16:00. Si va. Il traffico è quello dei grandi eventi, auto ai campetti di via Terracina e si va con passo scaltro verso i cancelli. La fila, invece, è quella delle amichevoli pre-campionato. Deserte. Veloci. Gli steward pare aspettino solo noi. Si notano, però, come da un po’ di tempo, tanti occasionali che sperano di portare fortuna per incrementare le loro probabilità di tornare allo stadio. 
La perquisizione dello zainetto è invece quella delle misure antiterroristiche del post-11 settembre. Io scivolo dentro indenne, è bastata un po’ di disponibilità, un sorriso e una leggera palpatina al mio zaino che questa volta non contiene panini, ma solo “chicchirichì” scaramantici. 
Gli occasionali imprecano perché devono lasciare le loro bottiglie d’acqua all’ingresso. Vanno via imprecando con la gola arsa. Si passa il tornello e si entra. Curva B Superiore. Settore 4. Intravedo già file intere di posti “prenotati” da fogli di giornale, sciarpe, scotch. Vedo il mio gruppo  solito, che per le grandi occasioni riesce ad arrivare magicamente anche prima di me.  L’abbraccio è quello della tensione mista a felicità. Capiamo che con quest’abbraccio in realtà stiamo anche festeggiando i due goal fatti sabato all’Olimpico. 
Il pre-partita è caratterizzato da commenti goliardici sulla sconfitta del Milan e della Roma in Champions, da riti scaramantici che ognuno di noi ha esteso a tutto il gruppo e soprattutto dalla nostra trasformazione in esperti del regolamento, della prova tv e delle traiettorie balistiche di uno sputo a distanza ravvicinata. Assolviamo pienamente il Pocho e sprechiamo battute su Tosel.

Ore 18:15: la squadra entra in campo per il riscaldamento e si prende il nostro primo applauso liberatorio. Accogliamo gli azzurri, ma soprattutto acclamiamo Lavezzi. Deve sapere che continua ad avere il nostro appoggio, nonostante la reazione deprecabile. Deprecabile soprattutto perché abbiamo il Milan tra due giornate! 
E l’emozione arriva quando dalla curva si eleva “E Gianluca uno di noi!!”. Gravatar è sulla pista di atletica che saluta i suoi tifosi che non dimenticano la sua crescita, la sua abnegazione, la sua grinta … e soprattutto il suo salvataggio sulla linea contro il Lecce che ha portato poi alla vittoria all’ultimo minuto. Giro di campo per lui, poi viene a sedere in curva B tra standing ovation e cori!

Tutto è pronto. Ore 19:00, o giù di lì, c’è il fischio d’inizio. Un paio di occasioni, una più limpida di Cavani da solo col portiere. Perde tempo e gira su se stesso per vedere se per l’ennesima volta la bandierina del fuorigioco è alzata. Questa volta no, ma perde l’attimo fatale. Gliela perdoniamo. Non perdoniamo invece Gargano che manda via Mascara dal pallone su una punizione interessante. S’intestardisce e vuole tirarla lui. Come al solito la manda sulla barriera e si becca i fischi del San Paolo. Si capisce che pensiamo tutti la stessa cosa “Per una volta che abbiamo uno che sa battere le punizioni!! Gargà, fatt’ e fatti tuoi!”. Il Napoli c’è, non subisce molto, anche se in un paio di occasioni il nome Nilmar s’è fatto sentire. Rossi, invece, molto meno. Abbiamo apprezzato Mascara, tremato su qualche tocco di Cribari, urlato “UOMO” su qualche dormita di Gargano, sfiorato l’urlo della vittoria per un fuorigioco di troppo. La partita finisce senza reti, ma siamo soddisfatti. Gli occasionali fischiano, i fedelissimi applaudono e incoraggiano la propria squadra del cuore, al di là del risultato. E il non aver preso goal rincuora.

Le nostre facce non sorridono, ma trapelano speranza. Ci salutiamo distrattamente, senza troppi abbracci. Tanto tra tre giorni siamo di nuovo qui. Con i nostri riti scaramantici e i nostri esperti commenti pre-partita.

Torno all’auto e l’uomo della friggitoria ambulante tra una zeppola e un panzarotto urla “Magnatev’ n’emozioneee!!”.

E’ esattamente quello che facciamo ad ogni partita.

 

casinò.

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