Ci risiamo. E questa volta ci piacerebbe che qualcuno approfondisse il “fattaccio” in modo che le verità nascoste vengano a galla una volta e per tutte, per dare spiegazioni ad un odio che è palesemente descritto nelle velate parole di un servizio gioranlistico avventato, frutto di invenzioni prive di fondo, basate sul gioco del 1+1 che offende e deturpa l’immagine di una città sporcata anche da chi ne parla a chilometri di distanza, senza sapere, senza conoscere, guardando in casa nostra con l’approssimazione di chi non riesce ad andare al di là del proprio naso.

Parlare e riparlare sempre degli stessi argomenti può indurre all’esaurimento (mediatico) oppure può generare un pericoloso meccanismo, solitamente spontaneo ed involontario, e cioè l’assorbimento di una convinzione, di un certezza che quella notizia ha barbaramente indotto le menti dell’opinione pubblica, sopratutto quelle meno aperte e comprensive, quelle tarate su di una sola ed unica strada, quella dell’etichetta da applicare a prescindere. E così  servizi da tg come quello che il giornalista Giulio De Gennaro ha preparato per la propria redazione nell’edizione di domenica scorsa è saltato all’occhio, non tanto per la questione relativa al ritrovamento dell’orologio della moglie di Cavani, sulla quale molte testate giornlistiche ci hanno “campato“ per giorni, riconducendo spesso e volentieri l’affare sulla permanenza a Napoli del giocatore, considerando gli avvenimenti di questo tipo all’ordine del giorno.

L’argomento è virato sul paragone con il furto della borsetta di Lady Ibrahimovic, puntando il dito sul fatto che a Parigi non ci siano organizzazioni camorristiche, o comunque di malaffare, che tengano particolarmente alle sorti calcistiche della squadra parigina, così come accade in terra partenopea, dove i boss hanno a cuore le gesta della squadra, in modo talmente accanito da preoccuparsi di recuperare l’oggetto costoso della Signora Cavani e rimettere le cose a posto, cercando di chiudere la questione, per tranquillizzare il Matador e lanciarlo in una nuova stagione dove, a detta del giornlista, Edinsondeve un favore” a qualcuno, e dunque è bene che si alleni come si deve.

Fa specie come una redazione così qualificata e preparata come quella del TG5 possa permettere questo determinato tipo di servizi, senza per nulla considerare l’aspetto puramente realistico della questione, supponendo intromissioni malavitose in affari totalmente estranei, ma soprattutto facendo ipotesi senza alcuna prova di fatto, viaggiando di pura fantasia com’è solito fare chi ama vivere di luogi comuni, in un abisso di spregevoli discriminazioni, frutto di intolleranze storiche che bisgnerebbe una volta e per tutte abbattere senza possibilità di riedificarne ulteriormente.

Viviamo in un mondo in cui le notizie vengono date a proprio picimento, senza più dare precedenza alla pura e veritiera cronaca, facendo intervenire la propria idiosincrasia verso un popolo, condizionando in modo determinante l’informazione da distribuire ad un pubblico non sempre in grado di scindere quello che è la notizia in sé dalle inverosimili e fanatiche conclusioni di un giornalista fin troppo accecato dall’avvilente questione della malavita organizzata, a tal punto da vedere intromissioni in ogni dove, addirittura in un affare che, sinceramente, sembra palesemente estraneo. Inoltre, senza pensarci su due volte, ha messo a repentaglio la tranquillità psichica del calciatore, inducendolo a pensare di trovarsi in una situazione di “debitore” nei confronti di personaggi che nulla hanno a che fare con le questioni sportive di un uomo di calcio.

Gravi errori (leggasi anche orrori) di questo genere si pagano a caro prezzo. Senza volere il male di nessuno, ci aspettiamo almeno la solita ed effimera “nota” di scuse  da parte della redazione, che puntualmente arriverà, riparatrice, ogni qualvolta il “giornlista/estremista” di turno verrà incaricato di montare un servizio che riguardi le nostre terre. Che dio ce ne scansi.

Ecco il video del servizio del Tg5

http://www.video.mediaset.it/video/tg5/servizio/314522/ladri-e-tifosi.html#tc-s1-c1-o1-p2

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