Tutto pronto al San Paolo per il debutto stagionale del Napoli di Mazzarri. A far da cortese damigella nella prima passerella è il Bayer Leverkusen, domani alle 20,45. Altro club tedesco di spessore e tradizione sul cammino pre-campionato degli azzurri, dopo aver affrontato e battuto il Bayern Monaco nel ritiro di Dimaro. Il trofeo in palio è l’“Acqua Lete cup”, per onorare lo sponsor che accompagna i partenopei ormai da diversi anni. Certo, tra non più di due settimane, ci si gioca una Coppa decisamente più prestigiosa. Anche a causa di questo importante appuntamento nel bel mezzo dell’estate, De Laurentiis ha deciso di organizzare fin da subito amichevoli di una certa caratura, provando ad irrobustire velocemente il rodaggio post-vacanze. Nella prima notte di Fuorigrotta sono attesi già 10mila spettatori, curiosi di veder svolazzare Insigne e speranzosi di non dover rimpiangere Lavezzi. L’impegno programmato dalla società non è certo dei più facili. I tedeschi vendono cara la pelle anche in gare prive di mordente e vorranno misurarsi senza timori con una possibile avversaria della prossima Europa League. Arrivano per stupire, dopo la prima sgambatura poco convincente contro l’Augusta, 0-2 il risultato finale. Conosciamoli meglio.

SULLE TRACCE DEL NEMICO. Il Bayer Leverkusen, fondato nel 1904, è una delle compagini più longeve della storia del calcio in Germania. E’ stata anche l’unica ad aver raggiunto una finale di Champions (persa contro il Real Madrid nel 2002, ricordate la magia di Zidane?) senza aver mai trionfato nel proprio Paese. Club denominato delle “aspirine” perchè finanziato dalla famosa azienda farmaceutica, è in Bundesliga ininterrottamente dal 1979 e si distingue per l’assidua frequentazione delle prime posizioni in classifica. Solidità tipica dei discendenti austro-ungarici e esperienza internazionale da vendere, assillata però dal ruolo di eterna incompiuta, vedendo svanire più di un successo all’ultimo step (solo una Coppa di Germania e una Coppa Uefa da annoverare in bacheca). Nella stagione 2010/2011, caratterizzata da una fantastica cavalcata alle spalle del rullo compressore Borussia Dortmund. Finirà con un lodevole secondo posto, schiaffeggiando dall’alto la spavalderia del plurimedagliato Bayern Monaco. Nel corso di quell’annata il Napoli piantò i suoi talent scout su Arturo Vidal, ma poi sappiamo tutti com’è finita. Il campionato scorso è stato più turbolento, concluso tra alti e bassi al quinto posto. Il tecnico Dutt, dopo varie divergenze con la società, a marzo fu sollevato dall’incarico. Squadra affidata a Sami Hyyppia, ruvido ex difensore finlandese del Liverpool, e Sascha Lewandowski (perchè il primo non possedeva ancora il patentino di allenatore), confermati per l’anno venturo. Di tutto rispetto il percorso in Champions. Qualificato nel girone del Chelsea futuro campione d’Europa (scalzando il più quotato Valencia), il Bayer si arrende agli ottavi alla corazzata Barcellona. Prima di subire il diluvio di gol del Nou Camp (1-7), all’andata nella trincea della BayArena seppe dimostrarsi coriaceo e propositivo, imbrigliando i funamboli blaugrana sull’1-1 per ben 75′.

OCCHIO AI GIOVANI. Quel match è l’emblema del carattere espresso dall’11 tedesco. Solitamente schierato con un classico 4-4-2, sempre più spesso tramutato in un 4-2-3-1 stile Loew, ama il gioco avvolgente e tambureggiante sviluppato sulle fasce ma anche attraverso penetrazioni centrali, sfruttando le abilità di Stefan Kiessling come centro boa e dei vari incursori che ha a disposizione. Il bomber bavarese classe 1984, autore di 16 reti nella scorsa Bundesliga, è il principale terminale offensivo. A supporto del centravanti ricciolino è stato ingaggiato in questa sessione di mercato Junior Fernandes dall’Universidad de Chile (club di provenienza di Edu Vargas), nazionale cileno longilineo e dalle rosee prospettive. I calciatori di talento non mancano, con una miscela ormai tipica del calcio teutonico, l’Italia dovrebbe emularla: la maturità del capitano Rofles e del ceco Kadlec intrecciata alla la spinta propulsiva di giovani in erba come Renato Augusto, Bender e soprattutto il pimpante Andre Schurrle. Tanta qualità a soli 22 anni, già nel giro della Nazionale tedesca e protagonista (come Bender, che ha anche siglato un gol) negli Europei appena conclusi. Sul biondo centrocampista si sono abbattute le mire di Roman Abramovich, pronto ad offrire fino a 25 milioni di euro per trascinarlo a Stamford Bridge. I suoi messaggi d’amore al calcio inglese sembravano prefigurare un addio annunciato. Ma qualche giorno fa Rudi Voeller, nostra vecchia conoscenza e ora direttore generale del Leverkusen, ha spento ogni velleità dichiarandolo incedibile: “E’ un patrimonio da tutelare, non sapremmo come sostituirlo”, ha sentenziato. Da rimpiazzare, invece, Tranquillo Barnetta, tassello determinante nelle ultime sette stagioni, che ha abbandonato le “aspirine” in scadenza di contratto per accasarsi allo Schake 04. La partenza dello svizzero ha fatto crollare le quotazioni dei bookmakers sulla vittoria del titolo (da 18 a 35 volte la posta). La campagna acquisti, con circa 20 milioni di euro spesi, è andata a puntellare soprattutto il reparto arretrato, da sempre un punto interrogativo per i rossoneri (44 gol subiti nell’ultimo campionato). Salutato il veterano Corluka, all’arcigno e fin troppo statico Friedrich sono stati aggiunti il granitico centrale Philipp Wollscheid (23 anni), prelevato dal Norimberga, e il terzino sinistro Daniel Carvajal, giovanissima promessa cresciuta nella cantera del Real Madrid. La linea verde può vantare anche l’arrivo di Kostantinos Stafylidis, mancino classe ’93 giunto in prestito dal Paok Salonicco, capace di coprire l’intera corsia. Tra cessioni e nuovi innesti la rosa ha attualmente un’età media di 24 anni. Politica dei giovani per ambire a traguardi nazionali ed internazionali: messaggio recepito dal patron azzurro ed in procinto d’importazione.

Fonte foto: laromanews.it

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