Buon compleanno ad un bambino, nato 25 anni fa, al di là delle Alpi, in una cittadina della Slovacchia, che porta il nome di Banska Bystrica, destinata a rimanere una località ignota al popolo napoletano, se quel suo prodigioso figlio non fosse sbarcato all’ombra del Vesuvio per estrinsecare, nel tempio del calcio partenopeo, il suo straordinario dono.

Buon compleanno ad un predestinato, nato per praticare il culto del calcio, destino determinato in maniera insindacabile da quel pallone stampato nel suo DNA, legiferandone l’innegabile talento.

Buon compleanno ad un timido ragazzo del’Est, per niente loquace, apparentemente freddo e distaccato, ma capace di far vacillare questa convinzione dispensando cordiali sorrisi con estrema naturalezza e disarmare qualsivoglia pregiudizio con la sua impagabile disponibilità, nei confronti dei tifosi, dei giornalisti, dei curiosi: foto, autografi, sorrisi, battute, stette di mano e ancora sorrisi, poche parole, sguardi schivi, capo chino, nascosto dietro ad un berretto o un paio di occhialoni da vista, ma ancora e sempre sorrisi. Perchè lui non è mai troppo stanco per sorridere.

Ed è, altresì, abile ad accantonare la timidezza e rompere gli indugi, all’interno del rettangolo verde, per lasciare che a salire in cattedra siano la classe dei suoi movimenti, l’acume delle sue giocate, l’eleganza del suo tocco di palla, l’intelligenza tattica dei suoi movimenti senza palla, la letalità dei suoi inserimenti, la gioia di cui è intriso ogni suo gol.

Buon compleanno a chi, nell’era del terzo millennio, ha saputo riportare in vita i dinosauri, rubandone la capigliatura, collocandola tra le pagine più eccentriche e quotate delle storia calcistica moderna, tramutandola in un simbolo, un’ icona, una moda, uno stile da imitare, una cresta da coccolare e pettinare, dopo un gol, diventando, perfino, un’esultanza da acclamare.

Buon compleanno ad un ragazzo diventato uomo nella culla di Parthenope, che come una madre amorevole e protettiva, lo ha coccolato e cresciuto tra le sue possenti braccia e, da possessiva e passionale genitrice quale solo e soltanto lei sa essere, ha preteso di sancire in maniera eterna ed indissolubile il suo legame con quel figlio tanto speciale, sviscerando dal suo grembo altri due bambini.

Perchè quel “nato a Napoli“, inciso sul certificato di nascita di Christian e Lucas, lo lega con un amorevole, immortale e perpetuo abbraccio a questa terra, in maniera semplice, ma perpetua ed avulsa da qualsiasi clausola rescissoria e politica di mercato.

Buon compleanno ad un calciatore diventato un simbolo, un ideale, un esempio, una bandiera che sventola alta e fiera nel cielo di Napoli, confondendosi con l’azzurro dell’immensità. Nell’epoca delle calcioscommesse e dei petrodollari, mentre il calcio si muove in tutt’altra direzione, lui sogna di vincere a Napoli con il Napoli, per Napoli, scegliendo di sottrarsi al malizioso e millantatore richiamo delle sirene di mercato, facendo la linguaccia agli sceicchi per saltare insieme ai tifosi, ai suoi tifosi, al ritmo del coro: “Chi non salta juventino è!”

Buon compleanno ad un’anima pura, ad un ragazzo serio, posato, senza grilli per la testa, all’amico sincero che tutti vorrebbero avere, al fidanzato che ogni padre augurerebbe alla propria figlia, al leader che dovrebbe essere presente in ogni squadra per imprimergli un tocco di irrinunciabile magia.

Buon compleanno ad una perla rara, ad una rosa nel deserto, capace di ricercare nei piaceri genuini della vita e nei vecchi ed obsoleti valori, il senso della sua felicità: il calcio, lo sport, la famiglia, gli amici. Autoeleggendosi, così, testimonial non retribuito di un messaggio assai significativo: si può continuare a condurre una vita normale, pur essendo milionari.

Lui, almeno, nonostante sia corteggiato dai più rinomati club calcistici, non si è montato la testa nè ha lasciato che gli spuntassero le ali ai piedi, ha continuato a condurre una vita tranquilla e ha fatto dell’umiltà il suo pane quotidiano, tenendosi ben alla larga da quella vita spericolata, annegata nello champagne e sbeffeggiata sulle copertine delle riviste scandalistiche.

Non poteva lasciarsi catturare dalle luci ammiccanti delle serate mondane, no.

A lui non poteva accadere.

Perchè lui è nato ricco nel cuore, di quei principi e di quei sentimenti capaci di rendere le persone speciali, conferendogli quello che neanche tutto l’oro del mondo può comprare.

Buon compleanno a colui che ha saputo ritagliarsi un cuore nel posto di tutti i napoletani: dal nonno al bambino, dagli ultras alle scugnizze, dalle mamme agli atei del calcio, lui è riuscito a farsi amare proprio da tutti. Il suo talento, la compostezza della sua persona sono riusciti a sciogliere come neve al sole dell’equatore, anche i pregiudizi dei critici più accaniti.

Buon compleanno a colui nel quale un’intera città sta riponendo i propri sogni di gloria, le ambizioni, le aspettative. Da lui i napoletani si aspettano di essere presi per mano ed essere condotti verso traguardi finora insperati, verso vittorie significative, perchè lui può essere in grado di farlo, lui sa farlo.

Napoli vuole che le sue mani alzino ancora verso il cielo infiniti altri trofei.

Napoli vuole che onori ed ami questa maglia ancora e sempre, per sempre, ergendosi a bandiera vera, sposando un progetto, ma soprattutto la cornice che lo racchiude.

Napoli vuole che cresca ancora, sempre più sano, sempre più forte, tra le braccia di Parthenope.

Buon compleanno al destino di un numero, segnato da una data: 27/07/87.

Perchè l’onnipresenza di quel 7 ha fatto si che divenisse il “numero fortunato“.

Ragion per cui, il 17, che ne è portatore, è stato proclamato “il prescelto“: contro la secolare scaramanzia e la folkroristica arma della superstizione, contro il pregiudizio e il timore delle sciagure.

Buon compleanno, quindi, a chi a fatto in modo che oggi il 17 non rappresenti più “la disgrazia“, bensì la fortuna di Napoli.

Buon compleanno Marek.

Luciana Esposito

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