Raffaele Auriemma ha rilasciato un lungo sfogo sull’addio del Pocho e su come la fidanzata Yanina Screpante abbia influenzato pesantemente la scelta di Lavezzi. Di seguito è proposto l’intervento integrale al Corriere del Mezzogiorno: Ce l’ha fatta Yanina Screpante. In soli sette mesi è riuscita a convincere Lavezzi a cambiare squadra. Amici, perché vi meravigliate? La signorina con velleità di passerelle d’alta moda l’aveva giurato poche ore dopo esser stata vittima della solita rapina di Rolex nella nostra martoriata città. Scripta manent e la mattina del 27 novembre aprì le danze della diffamazione a mezzo web, utilizzando il suo account di Twitter. «Napoli è una città di m… e se mi succede qualcosa, costringo il mio fidanzato a portarmi via»: si mostrò infuriata assai, inviperita, per quella movida partenopea senza il Pocho che aveva appena pareggiato col Napoli a Bergamo. Fatti loro. Io, invece, sarei pronto a fare una scommessa con la modella argentina: ora che la sua dimora è Parigi, girasse anche lì alle 2 di notte con tanto di Rolex e braccialetto «tennis» di diamanti sul braccio. Se tornasse a casa indenne, sarei pronto a versarle sul conto corrente il corrispettivo dei gioielli rimasti in suo possesso. Nel malaugurato caso opposto, mi accontenterei di un suo anche tardivo pentimento per esser stata la protagonista principale nell’addio di Lavezzi dopo cinque anni vissuti a Napoli come un principe. Ecco perché i tifosi azzurri riservano critiche unicamente all’indirizzo di questa ragazza di 26 anni, studentessa in architettura d’interni che poi ha scelto di mostrarsi in tutta la sua avvenenza sui magazine sudamericani «Hombre» e «QPasa». Yanina ama essere in copertina e farsi accompagnare soprattutto da sportivi. In primis è stata la wag del rugbista Rafael Carballo per oltre cinque anni, poi con il tennista Juan Martin Del Potro che la mollò per la modella brasiliana Lola Bezerra. Delusione smaltita in fretta, perché la ragazza si insinuò nella relazione difficile tra Ezequiel Lavezzi e la sua compagna Deborah. Voleva Milano, ha avuto Parigi: chi è più felice di lei che potrà finalmente mostrare il suo estro con le grandi firme parigine? All’inverso, il Pocho guadagnerà il doppio di Napoli, dove non faceva la fame, però sarà costretto ad adattarsi in un campionato né competitivo, né di grande appeal. A Parigi, tra l’altro, dove non hanno la stessa venerazione partenopea e lo hanno già accolto con articoli dissacranti sui suoi tatuaggi a forma di pistola e con cartonati nel metrò, dove lo rappresentano come un barbone dei giorni nostri. Ma ne è valsa davvero la pena? Cara Yanina, non si offenda se nella vita c’è Yanina e Gianinna. Donne d’Argentina con il loro diverso modo di vivere la loro esperienza a Napoli, stesso passo di tango eppur così diverso nell’interpretazione. La novia del Pocho si infila nel genere «salon», avvinghiata al suo uomo e la confusione tutta intorno che costringe a ruotare su se stessi. Tecnica allo stato puro, cosa ben diversa dal tango «milonghero», passo lungo, si sculetta un po’ e si sorride tanto: ce la ricordiamo così la secondogenita di Maradona, sangre caliente come il papà campeon e indole materna ereditata dalla mamma Claudia Villafanes. Sono queste le donne dei gauchos che piacciono a noi, che si addicono alla nostra indole e che apprezziamo perché non dimenticano e ringraziano tutte le volte che ricevono. Quando il Napoli ospitò il Manchester City nella sfida decisiva per l’accesso agli ottavi di Champions, Gianinna e la mamma Claudia vennero a Napoli per stare vicino a Sergio Aguero, marito della figlia di Maradona, ma anche per riabbracciare la città che per sette anni li aveva fatti vivere come in una favola. Chiudo con un quesito: è meglio sentirsi re in un regno generoso ma problematico, oppure essere trattato da clochard che trova riparo sulle sponde della Senna? Non ve lo auguro, ma vi mancheremo.

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